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Cosimi: «Non mi dimetto, però...» - Il Tirreno Livorno lunedì 25 marzo
Con De Filicaia è ancora gelo . «Si richiama a logiche del passato, ma Livorno deve guardare al futuro»
di Alessandro Guarducci wLIVORNO «No, non mi dimetterò». Alla vigilia della comunicazione in consiglio comunale, annunciata per la seduta di questa mattina, Alessandro Cosimi rompe la consegna del silenzio su quella che sarà la sua decisione. E annuncia, dopo alcuni giorni di riflessione, che rimarrà al suo posto. Con l’obiettivo di arrivare alla scadenza del mandato, fissata tra un anno esatto. In questa scelta c’è una ragione pratica importante: l’allentamento del patto di stabilità - sancito nei giorni scorsi - permetterà infatti ai Comuni che hanno i bilanci in ordine (come Livorno) di disporre della liquidità di cassa anche per fare investimenti. «Ho già dato incarico agli uffici di predisporre i conti precisi ed è emerso che potremmo fare operazioni per quasi 9 milioni di euro». In questa maniera, Cosimi potrebbe chiudere alcune partite che sono aperte da anni e, con una serie di interventi a favore della città, lasciare una testimonianza più concreta della propria azione amministrativa. Di conseguenza, Cosimi sta già guardando al futuro anche se la decisione di non mollare non sarà affatto indolore: i giudizi espressi dal segretario comunale Yari De Filicaia, non sono stati digeriti dal sindaco, e le parole che pronuncerà davanti all’assemblea cittadina potrebbero segnare un ulteriore allontanamento tra il primo cittadino e il Pd livornese. Alcuni suoi stretti collaboratori ieri sera spiegavano che l’intervento di Cosimi “metterà in discussione 40 anni di vita politica cittadina”. Vedremo. Ma queste voci possono già fare capire il clima che si respirerà stamani in Muncipio. Di sicuro c’è che il sindaco risponderà punto su punto a quanto dichiarato da De Filicaia nella conferenza stampa andata in scena martedì scorso. È lui stesso a dichiararlo: «Se esiste un malessere a Livorno, credo sia assolutamente fuorviante attribuirlo esclusivamente all’attività dell’amministrazione cittadina, senza considerare la situazione politica ed economica in cui si trova tutto il Paese. Diciamo che noi possiamo prenderci una quota di responsabilità, ma il resto...» Si sa che Cosimi ha parlato di questa vicenda anche con altri sindaci, durante i recenti incontri dell’Anci, e pure con qualche rappresentante del Pd regionale e nazionale. Segno che l’amarezza - anche per essere stato definito come l’ultimo dei Mohicani - continua ad essere davvero tanta. «Ma non è una polemica personale tra me e De Filicaia - tiene a sottolineare il primo cittadino, rivolgendosi ai vertici del Pd - E non è neppure un problema tra vecchi e giovani. Io metto a disposizione ciò che so fare. Sono pronto anche a offrire le miei dimissioni, se le chiederanno: però deve essere chiaro a tutti che se il sistema va in crisi non è certo colpa mia». Insomma, Cosimi contesta a De Filicaia la volontà di mantenere inalterate certe logiche del passato. «Nella sue parole che ho letto sulla stampa non ho trovato nessun elemento di modernità - dice - mentre Livorno ha la necessità di guardare al futuro. Questo è il vero problema».
CRISI POLITICA
Dopo il caso Asa una settimana ad alta tensione
LIVORNO La crisi politica tra Alessandro Cosimi e Yari De Filicaia ha di fatto oscurato la polemica sull’emergenza idrica culminata poco più di una settimana fa con le dimissioni (non irrevocabili), presentate dal presidente dell’azienda, Fabio Del Nista. Il sindaco ha però garantito che i tempi per la formazione della commissione speciale, che dovrà fare luce su ciò che è realmente avvenuto durante i quattro giorni in cui la città è rimasta senz’acqua, saranno rispetti. «Nel consiglio comunale di domani (oggi,ndr) - afferma - sarà portata in votazione la delibera che istituisce la commissione speciale. In questa maniera potrà iniziare a lavorare in tempi brevi». Prima del via libera alla commissione, però, il consiglio comunale ascolterà la comunicazione del sindaco sulla crisi politica che ha caratterizzato la scorsa settimana. Perchè la crisi, stavolta, c’è stata per davvero. O per meglio dire: nel breve volgere di qualche giorno, ci sono stati tutti i passaggi caratteristici di una crisi. Partiamo da martedì, da quando cioè il segretario comunale del Pd ha convocato i giornalisti per illustrare le otto proposte urgenti per Livorno. A tutti gli osservatori, le parole del segretario sono apparse come una critica all’amministrazione Cosimi. La stessa sensazione deve averla avuta Cosimi che all’indomani, dopo aver letto i giornali, ha convocato d’urgenza una seduta politica della giunta: alcuni assessori hanno spinto per dare un’immediata risposta a De Filicaia, altri hanno optato per una soluzione più soft. Il sindaco, visibilmente amareggiato, ha chiesto tempo per riflettere. A quel punto si è fatta avanti l’ipotesi, sostenuta da alcuni consiglieri Pd, della presentazione delle dimissioni da parte del sindaco, il quale avrebbe poi potuto chiedere un voto di fiducia (termine improprio, ma che fa capire bene la procedura) sul programma di fine mandato. Operazione rischiosa, visto i numeri risicati della maggioranza monocolore in Comune e perchè si sarebbe tradotta in un vero e proprio atto di forza nei confronti dei vertici del Pd livornese. Per questo non se n’è fatto di nulla. Ieri Cosimi ha dichiarato di non volersi dimettere. Ma non è detto che questo basti a mettere fine alle turbolenze in casa Pd.
«Rischiamo di perdere il Comune»
Battocchi: «Bisogna cambiare, De Filicaia l’ha capito». Reazioni nelle circoscrizioni
LIVORNO «Apprezzo l'uscita del segretario se davvero è finalizzata a far sì che il partito cambi pelle, lasciandosi alle spalle un certo conservatorismo». Il presidente della Circoscrizione 3, il renziano Giovanni Battocchi, dice sì alla linea dettata da Yari De Filicaia. «Il segretario – ripete – ha capito la sofferenza che si respira in città e ha cercato di dare uno scossone per governare un cambiamento che è necessario, se non vogliamo perdere ancora consensi alle amministrative. Perché i grillini – avverte – potrebbero anche portarci al ballottaggio e a quel punto il centrodestra ci darebbe il colpo finale». I presidenti di circoscrizione sono forse il primo “sportello” col territorio. E sono sia espressione del partito che dell’amministrazione. Nelle parole di Matteo Ampola (presidente della 5) si respira un po’ di imbarazzo: «Vorrei segnalare che negli ultimi giorni sono stato a fare volantinaggio e a parlare con i commercianti del quartiere. In questa fase di disagio c’è anche chi sceglie di stare in mezzo alla gente e di continuare a lavorare...». «Non mi piace – riprende – questo fare a palla avvelenata tra Pd e Comune: vogliamo continuare a discutere a mezzo stampa? Il segretario valuti se non sia il caso di convocare un organismo ufficiale...». La presidente della 1, Daniela Bartalucci, chiede di «tornare a una campagna di ascolto della città, senza fare processi al segretario o al sindaco», mentre a parlare dal fronte delle donne del Pd è Lorella Saviozzi, del circolo salute. Lo fa per puntualizzare che, rispetto alla riunione dei circoli convocata e poi saltata ieri, «ho contattato per prima due dirigenti di partito per condividere quella da me ritenuta una iniziativa dovuta, per responsabilità e ruolo a noi assegnato. L'intento era di esprimere sì preoccupazione per come le polemiche si stanno sviluppando, ma soprattutto un invito a mitigare alcuni toni. Né fantomatica area Biricotti né incontri carbonari, ma solo un legittimo e trasparente incontro fra i segretari».
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