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Tirrenica, i tagli ci sono già Non più acquistabili 2 treni - Il Tirreno Attualità lunedì 25 marzo
I parlamentari della costa in rivolta presentano un'interpellanza al governo Ma l'azienda prova a rassicurare: non devieremo i Frecciabianca su Firenze
Sul sito di Trenitalia prenotazioni bloccate per una coppia di convogli
Sani (Pd): sono stati soppressi perchè hanno accumulato un deficit di 6 milioni
di Ilaria Bonuccelli Sotto attacco la linea ferroviaria Tirrenica. Entro giugno - denunciano i pendolari di Grosseto - Trenitalia taglierà 6 “Frecce bianche”, i convogli veloci che, collegando Genova a Roma, servono anche la costa. Perciò i deputati della Maremma si sono già attivati con un’interpellanza parlamentare. Ma le Ferrovie liquidano questa agitazione come una fuga in avanti. Nell’unica dichiarazione ufficiale rilasciata in vari giorni di sollecitazioni, la società commenta: «Non è vero che i 6 treni Frecciabianca che oggi transitano sulla Tirrenica da giugno saranno deviati sulla linea Pisa-Firenze-Roma», il vero tracciato dell’Alta velocità. Trenitalia, dunque, prova a smentire i tagli. O la riorganizzazione della linea. Ma già ieri, infatti, era impossibile - come dimostrano i file stampati - acquistare il biglietto di andata e ritorno Livorno-Genova con una coppia di treni destinati alla soppressione. O al trasferimento su altra linea. Infatti, provando a prenotare un posto sul Frecciabianca 9762 in partenza da Livorno alle 9,17 del 20 aprile e uno sul Freccia Bianca da Genova Piazza principe a Livorno (centrale) sul Frecciabianca 9785 in partenza alle 21,04 del 24 aprile, il computer rimanda la stessa risposta: «Posti esauriti. Soluzione non acquistabile». La stessa risposta arriva anche cambiando date alle prenotazioni. I posti non sono acquistabili perché dal 14 aprile il treno risulta soppresso, come confermano anche alle biglietterie delle stazioni, nonostante le risposte ufficiali di Trenitalia. Che non aggiunge né una parola né una spiegazione alla frase comunicata per far capire che cosa significa che i 6 treni veloci continueranno a transitare sulla Tirrenica. Al momento non è possibile effettuare una verifica sulla soppressione degli altri treni tramite acquisto biglietti on line perché il nuovo orario estivo ancora non è stato caricato.Ma la consigliera regionale del grossetano Lucia Matergi continua a ribadire che i 6 treni veloci verranno tagliati, lasciando a piedi migliaia di pendolari della costa, abituati fra la Maremma e Livorno (ma anche più su, fino alla Versilia) a sfruttare i collegamenti della Tirrenica. Di sicuro le Ferrovie si sentono con le mani libere a operare tagli sulle Frecce Bianche perché - come spiega la società - questi «sono treni a mercato. Non godono di sovvenzioni pubbliche, né regionali né statali: si reggono solo sui biglietti». Se non hanno viaggiatori e sono anti-economici, vengono soppressi. E almeno i due che da aprile non saranno più in circolazione - stando a quanto riferisce anche il deputato del Pd Luca Sani - «dovrebbero avere accumulato un deficit di 6 milioni, stando a Trenitalia». I pendolari, però, non vogliono risposte vaghe. Vogliono dati precisi. Soprattutto quelli che hanno sottoscritto abbonamenti annuali per poter utilizzare, all’interno della Toscana, le Frecce. Grazie alla carta regionale, i residenti in Toscana con la formula “Tutto treno” possono acquistarsi il diritto a viaggiare sui “pendolini”. Questo diritto costa 150 euro l’anno per tratti inferiori ai 100 chilometri e 250 euro l’anno per tratti superiori ai 100 chilometri. Un pendolare, quindi, che da Grosseto tutti i giorni debba andare a Livorno, oltre all’abbonamento di 1150 euro l’anno, ne paga anche 250 per poter montare sui treni veloci. Insomma, spende 1400 euro l’anno per viaggiare sule Frecce. Ma ora rischia di trovarsi con «carta straccia, se ci aboliscono 6 treni. In realtà, Trenitalia ribadisce che non lascerà mai a piedi i viaggiatori. Solo che, eventualmente, sposterà i convogli per la capitale dalla Tirrenica alla linea Pisa-Firenze-Roma. Il servizio, insomma, verrà garantito. Ma non sarà più lo stesso. I costi aumenteranno, da pochi euro fino a 20-22 a seconda delle tratte e degli orari. Di sicuro, però, aumenteranno i tempi di percorrenza e di attesa, anche di un’ora. E questo peggiorerà la qualità della vita. Di tutti.
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