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Concordia, ci si mette anche Palermo - Il Tirreno Piombino domenica 24 marzo
Il sindaco Orlando candida il capoluogo siciliano per lo smantellamento, Rossi ribadisce: «La nave resta in Toscana»
IL GIGANTE DEL MARE CONTESO
di Cristiano Lozito wPIOMBINO La vicenda dello smantellamento della Concordia si arricchisce di una nuova puntata, con l’inserimento di Palermo nel braccio di ferro Piombino-Civitavecchia. Ieri pomeriggio infatti le agenzie hanno battuto una dichiarazione del sindaco Leoluca Orlando, secondo cui «i cantieri navali di Palermo sono il candidato migliore per effettuare i lavori di smontaggio del relitto della Costa Concordia». Orlando ha sottolineato anche che «le dimensioni del bacino palermitano sono ottimali e, soprattutto, le maestranze della nostra città hanno già accumulato grande esperienza in questo tipo di lavori su navi grandi e grandissime». Da Palermo, ricorda inoltre il sindaco, sono partiti i grandi cassoni necessari per il lavoro di recupero del relitto al Giglio. «Spero quindi che questa esperienza e questa professionalità - conclude Orlando, con stoccata finale a Piombino - siano adeguatamente valorizzate per questo importante lavoro, senza gravare in modo esorbitante sulle casse pubbliche come avverrebbe con altre soluzioni». La dichiarazione di Orlando seguiva di qualche minuto quella di un deputato siciliano del Pd, Davide Faraone, che annunciava un’interrogazione al ministro Corrado Clini, per chiedere «di considerare il porto di Palermo come il sito strutturalmente ed economicamente più adatto in questa circostanza. Chiederò inoltre di rivedere la decisione presa dal consiglio dei ministri: il governo dimissionario, infatti, in fretta e furia ha deciso che il relitto debba essere trasportato nel porto di Piombino. Peccato che il porto toscano non abbia i requisiti per accogliere una nave di quelle dimensioni. E perché – conclude Faraone – investire fondi pubblici, quando il porto di Palermo, potrebbe accogliere e operare sul relitto senza necessità d’investimenti preventivi sulle infrastrutture portuali?». Insomma un altro deputato del Pd in azione, stavolta in favore di Palermo, dopo quelli toscani capitanati da Manciulli e Velo, in difesa della scelta di Piombino, contrapposti alla sfilza di deputati laziali dello stesso partito, impegnati per Civitavecchia. La candidatura siciliana (che pure in una fase iniziale della vicenda era stava avanzata e poi accantonata per la distanza dal Giglio)in realtà sembra davvero solo un tentativo maldestro di inserirsi nella contesa, tanto più dopo le parole di Clini che ha già smorzato le aspettative di Civitavecchia, spiegando che la Concordia «è un rifiuto, che come tale va smantellato, recuperato e smaltito secondo le norme nazionali e le direttive europee», e specificando soprattutto che «a questo proposito la competenza è attribuita primariamente alla Regione Toscana». Una presa di posizione rilanciata proprio dal presidente Enrico Rossi che in merito alla candidatura di Civitavecchia caldeggiata dal neogovernatore del Lazio Nicola Zingaretti, ieri ha detto che «la verità l’ha detta il ministro Clini. Siamo noi che dobbiamo esprimere la Valutazione di impatto ambientale. Se la Concordia fosse stata davanti a Civitavecchia avrebbe avuto ragione Zingaretti a dire quello che dice, altrimenti è giusto che la Toscana si gestisca questo problema. C’è la legge che lo dice perché la Concordia è sul nostro territorio». La prossima settimana sarà comunque quella decisiva per chiudere la vicenda, visto che il governo Monti ha pochi giorni per emanare il decreto nel quale saranno individuate le risorse necessarie ad adeguare il porto in modo da poter accogliere la Concordia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Io lavoro solo per la rimozione del relitto»
Gabrielli conferma i dubbi su Piombino: porto inadeguato, servono poteri, risorse e un commissario
PIOMBINO Dopo le polemiche Franco Gabrielli, capo della Protezione civile, ha scritto al Tirreno per spiegare la propria posizione in merito allo smantellamento della Concordia. Gabrielli quindi ricorda che i suoi compiti di commissario per la gestione dell'emergenza Concordia, sono «ben definiti nell'ordinanza n. 3998 del 20 gennaio 2012 firmata dal presidente del Consiglio dei Ministri». Quindi spiega di dover « provvedere al controllo sull'esecuzione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica connessi col recupero della nave, alla predisposizione delle attività di messa in sicurezza e bonifica delle aree pubbliche, al controllo che la rimozione del relitto avvenga in condizioni di sicurezza per la tutela delle matrici ambientali. Nell'ordinanza 3998 nulla è detto rispetto alla fase successiva alla rimozione e io non posso agire oltre tale mandato». Così il capo della Protezione civile sostiene che il suo «obiettivo primario è solo quello di lavorare in modo congiunto con le amministrazioni coinvolte, con Costa e con le società individuate per rimuovere al più presto e nel massimo rispetto dell'ambiente la Concordia dal Giglio». Sulla candidatura di Piombino per lo smaltimento della nave, Gabrielli racconta che «in tutte le riunioni ribadii che, se questa era anche la volontà del Governo, era necessario predisporre una norma con deroghe, poteri e risorse da affidare a un commissario che facesse partire rapidamente i lavori per interventi infrastrutturali ingenti e urgenti, in quanto la struttura portuale e le infrastrutture risultano essere, al momento, inadeguate allo scopo. Ora – prosegue – sto attuando la delibera del Consiglio dei Ministri dell'8 marzo, la quale indica sì il porto di Piombino come destinazione, ma richiede che prima sia fatta una verifica di fattibilità e convenienza dell'operazione: segno, forse, che su questa scelta le posizioni non sono così definite. Quindi, dovendo valutare anche la convenienza, senza mai esprimere giudizi, ma riconoscendo alla società armatrice di aver approntato un metodo condivisibile anche per la successiva individuazione del porto e delle necessarie opere di smantellamento e riciclo del relitto, ho chiesto alle strutture ministeriali di verificare tutte le alternative e di fornire ogni utile elemento; ho citato Civitavecchia – conclude – solo perché ho ricevuto, insieme ad altri destinatari istituzionali, alcune note del sindaco di quella città nelle quali avanzava la candidatura del porto».
Slitta il fotovoltaico a Perelli 2
Guai per un cavo Enel, rinviati i lavori di installazione dei pannelli al parcheggio
PIOMBINO Doveva essere un programma da attuare già nello scorso autunno, e invece, con tutta probabilità, ci sarà da aspettare ancora diverso tempo. Il progetto definitivo per l’installazione di quattro impianti fotovoltaici al parcheggio di Perelli 2 era stato approvato dalla giunta alla fine di settembre: pannelli per un totale di 3 milioni e 800mila euro a carico di una joint venture formata dalla Fedi Impianti, Tse ed Eurosicurezza, aggiudicatarie della gara per la produzione di un impianto capace di convogliare 1.100 kilowatt complessivi, su un totale di 992 posti auto (il Comune, in cambio della concessione, avrebbe ricevuto 4 centesimi per ogni kwh prodotto ogni anno). I lavori sarebbero dovuti partire a ottobre e concludersi entro dicembre: e invece non solo ancora le operazioni non sono state avviate, ma difficilmente partiranno a breve. Il problema, spiega l’assessore ai lavori pubblici Lido Francini, «è un collegamento con Enel: il rinvenimento di un elettrodo interrato particolarmente oneroso per il complesso delle aggiudicatarie, che ha dovuto di conseguenza rinviare i lavori». Al momento le ditte stanno valutando con Enel come risolvere il problema e al tempo stesso «come mettere in equilibrio l’assetto finanziario del progetto». Sempre a Perelli (zona 1 e 2), parallelamente, dovrebbero partire a breve i lavori per la riqualificazione delle coperture dei posti auto danneggiate dal maltempo invernale. Le operazioni saranno effettuate dalla Nuova Geoscavi di Piombino, che si è aggiudicata il bando per circa 18mila euro, mentre il materiale necessario - filagne, pali di castagno - proviene da Eurolegna di Donoratico, che ha pattuito col Comune un importo di 8mila 800 euro. Prevista la demolizione di alcune strutture pericolanti, la realizzazione di una nuova segnaletica, il ripristino delle coperture dell’area camper e la realizzazione della barriera per salvaguardare la sicurezza del transito pedonale. Anche questi lavori, però, non saranno così immediati e quasi sicuramente, aggiunge Francini, non saranno pronti per l’estate. Sempre a proposito di opere programmate si parla ancora di fotovoltaico, col progetto di installazione di alcune serie di pannelli alla piscina comunale, al campo di atletica e alla scuola elementare del Perticale, per una spesa complessiva di 3500 euro. «I tempi non sono stati definiti per nessuna di queste opere - sottolinea ancora Francini - ma in particolare l’impianto da assegnare alla piscina comunale dipende strettamente dalla riqualificazione del tetto, perché non è possibile realizzare un impianto di fotovoltaico se prima il tetto non è nelle condizioni ottimali». La riqualificazione del tetto della piscina comunale, però, fa parte del piano comunale delle opere pubbliche: il costo stimato è pari a 300mila euro. Melisanda Massei Autunnali ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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