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Comune unico, esplode la bagarre - La Nazione Elba domenica 24 marzo
PORTOFERRAIO LA MAGGIORANZA CHIEDE UN PERCORSO «ISTITUZIONALE»
Votati due diversi ordini del giorno
— PORTOFERRAIO —
DUE ORDINI del giorno sul Comune Unico, uno a favore della maggioranza di centrosinistra, uno contrario dei tre gruppi di minoranza espressione del centrodestra sono stati messi ai voti nell’ultima seduta del consiglio comunale del capoluogo isolano dopo un acceso ed a tratti polemico dibattito. Nell’ordine del giorno della maggioranza (che ha ovviamente avuto il confroto dei numeri), premesso che “con il Comune Unico sono conseguibili gli obiettivi di un forte rafforzamento del peso istituzionale e politico dell’isola all’esterno; la possibilità di attivare politiche unitarie sul territorio, in ordine alle scelte urbanistiche, ambientali, sociali ed economiche; un rilevante incremento della capacità decisionale del territorio in ordine alle scelte infrastrutturali decisive per il destino dell’Elba; una maggiore capacità di progettare e quindi di ottenere finanziamenti; una maggiore velocità nelle decisioni; un rilevante taglio alla spesa della politica” viene dato mandato al sindaco ed alla Giunta “di attivare ogni percorso istituzionale e politico, per raggiungere tale qualificante obiettivo e di chiedere alla Regione, fin da ora, nel caso di positivo esito del referendum consultivo, da intendersi come maggioranza dei voti degli elettori e maggioranza dei Comuni con voto favorevole per il si, di attivare un percorso istituzionale che consenta, con il voto degli elettori alle prossime amministrative del 2014, la nascita del Comune dell’Isola d’Elba».
NEL DOCUMENTO votato dalle minoranze che si conclude con un secco no al comune unico, vengono invece evidenziate “le carenze di disciplina descrittiva, espositiva e di contenuti sostanziali, l’incerta interpretazione degli articolati e la dubbia legittimità”, viene puntato il dito sul ”discutibile sviluppo che ha assunto la raccolta firme, inizialmente riconosciuta come attività volta all’indizione di un referendum, e non nell’intento di sostenere una raccolta di firme a sostegno di una proposta di Legge ad iniziativa popolare che sarà approvata secondo il giudizio discrezionale del Consiglio Regionale” e viene ricordato che “la consultazione referendaria sarà senza quorum di di elettori”. Il tutto prima di concludere che “il tessuto socio-economico storico necessita, per lo sviluppo, non del comune unico, ma di una normativa che, tenuto conto della specificità della nostra realtà, assicuri alla nostra comunità il mantenimento e potenziamento dei servizi essenziali, l’istituzione di agevolazioni fiscali e la previsione di contributi economici certi tali risolvere i problemi derivanti dalla natura del territorio stesso».
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