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Asa finisce sotto inchiesta e la commissione sarà «senza veli» - La Nazione Livorno
LE DECISIONI LA CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO APPROVA ANCHE UN DOCUMENTO SUL NOSTRO SCALO CHE APPRODERà IN CONSIGLIO
UNA COMMISSIONE d’inchiesta e non solo speciale quella che la conferenza dei capigruppo ha deciso per fare chiarezza sulla crisi idrica che ha tenuto la città all’asciutto per quattro giorni. L’hanno spuntata le opposizioni, soprattutto Marco Cannito di Città Diversa, che invocavano appunto una vera commissione d’indagine e non solo di chiacchiere. La proposta, elaborata nella riunione dei capigruppo ieri mattina, sarà portata all’approvazione del consiglio comunale fissato per il 25 marzo. E, soprattutto, sarà una commissione aperta, niente segretezze dunque per questa vicenda che ha creato grossi disagi alla popolazione. Saranno chiamati a raccontare quanto accaduto i vertici dell’azienda Asa, gli amministratori e anche i responsabili dell’Ato e della Liri perché ora i consiglieri vogliono aprire tutti i cassetti dell’azienda municipalizzata. Si parlerà di tubi e tariffe, senza veli. La commissione sarà composta da 13 membri che rappresenteranno la composizione del consiglio con 4 esponenti del Pd, 2 del Pdl e un consigliere per ogni gruppo. Il voto sarà ponderato e sarà possibile fare documenti di maggioranza e di opposizione.
MA, ALLA CONFERENZA dei capigroppo, è stato discusso anche il documento elaborato dal presidente della terza commissione Vladimiro Del Corona sulla situazione del traffico crocieristico. Un documento frutto del dibattito che si è tenuto alla presenza del presidente della Porto 2000 Roberto Piccin e del sindaco Alessandro Cosimi. «Abbiamo messo nero su bianco un cronoprogramma — dice l’artefice Del Corona — sulle scelte programmatiche da fare in porto per l’equilibrio tra commerciale e passeggeri che dia agli armatori la certezza degli accosti. Dobbiamo rimodulare il porto che esiste secondo quello che è stato deciso. Se poi si deve restare impiccati alle guerre della comunità portuale allora è un altro problema». Il documento, richiama le parole del sindaco Cosimi «che in quell’occasione — dice Del Corona — è stato particolarmente duro. Non è un invasione di campo (dice per mettere a tacere quanti in giunta hanno commentato questa volontà del consiglio come in tentativo di scavalcare le competenze degli assessori) dato che la città, attraverso il consiglio comunale, fa pressione perché il Pot venga realizzato».
IL CONSIGLIO sollecia l’istituzioni di un tavolo tra amministrazione e comunità portuale per accompagnare questo cambiamento. «E’ imperativo procedere — si legge nella relazione approvata dai capigruppo — alla realizzazione di interventi, immediati e non più rinviabili, che concretizzino quanto già fissato negli obiettivi dello stesso Piano operativo triennale con la definizione della zonizzazione. Non è più possibile tentennare o peggio ancora restare ostaggi di conflitti interni tra operatori portuali. E’ il momento della solidarietà operativa».
m. b.
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