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Comune, manca un milione nel bilancio - Il Tirreno Piombino
Per risparmiare luci e riscaldamenti meno accesi negli edifici pubblici ed anche docce a tempo negli impianti sportivi
LA MINI SPENDING REVIEW
di Giorgio Pasquinucci wPIOMBINO Una consistente revisione delle spesa che interesserà tutti i settori dell’amministrazione con un taglio, ad eccezione dei servizi sociali, del 20%. Un’azione che si è resa necessaria per far quadrare i conti del bilancio di previsione che, prima dell’asciugatura a cui è stato sottoposto, presentava un disavanzo di circa 3 milioni di euro. Più o meno la cifra (3,5 milioni) corrispondente ai tagli subiti in due anni sui trasferimenti dello Stato. Non è che comunque tutto sia ancora risolto perché, come spiega l’assessore alle finanze Massimo Giuliani, allo stato attuale resta da trovare ancora un milione per raggiungere il pareggio. Un lavoro che a questo punto il Comune dovrà fare cercando una compensazione sulle minori entrate. L’unica nota positiva viene dalla decisione, presa proprio ieri dal governo, di allentare il patto di stabilità per 40 miliardi in due anni, finalizzato al pagamento dei debiti della pubblica amministrazione (enti locali e sistema sanitario compresi) nei confronti delle imprese. Per il Comune di Piombino questo potrebbe rappresentare la possibilità di sbloccare i 25 milioni, incassati con l’accordo di Bagnoli, che il patto di stabilità imponeva di spendere in tre anni e a scapito di tutti gli altri investimenti. Novità che l’assessore Giuliani commenta in modo positivo, ma che a suo giudizio dovrebbe essere anche accompagnata dalla revisione delle norme che non consentono di superare l’indebitamento del 4%, una zeppa alla possibilità di contrarre nuovi mutui. Tornando alla parte corrente del bilancio, l’anno scorso il Comune, oltre alla diminuzione dei trasferimenti, ha dovuto fronteggiare tagli per un milione e 250mila euro imposti dalla doppia versione della “spending review”. «Ciononostante siamo riusciti a chiudere in pareggio – dice Giuliani – ma quest’anno siamo di fonte a un’ulteriore diminuzione delle entrate». Uno degli elementi più preoccupanti riguarda L’Imu. «Il governo ha infatti deciso – spiega l’assessore – di lasciare ai Comuni gli interi introiti dell’Imu per le seconde case (l’anno scorso divisi al 50%). In compenso però toglie ai Comuni l’Imu per tutta la categoria D: fabbriche, centrali elettriche, opifici, capannoni e persino alberghi. Ovvio cosa tutto questo significherà in una realtà industriale come la nostra. A star bene sarebbero solo quei Comuni che hanno basato il loro sviluppo turistico sulle seconde case. Un provvedimento che secondo me è anticostituzionale poiché discrimina il territorio e i cittadini». La mini “spending review” dell’amministrazione comunale, che ha impegnato dirigenti e assessori di tutti i settori, è riuscita per il momento a limare la spesa prevista per il 2013 di 2,780 milioni. «Non ci sono stati solo tagli – spiega Giuliani – ma anche l’individuazione di meccanismi virtuosi, con mirate azioni di ottimizzazione della spesa». Il primo degli obiettivi è stato quello della riduzione delle spese per le utenze. La spesa media annuale del Comune per acqua, energia elettrica, gas, gasolio e linee telefoniche era di 2,1 milioni. In due anni si prevede ora una diminuzione di 450mila euro. Come? «Intanto inducendo comportamenti virtuosi tra i dipendenti, gestori degli impianti sportivi e insegnanti – spiega Giuliani – con vere regole, sugli orari di accensione dei riscaldamenti ad esempio. Una parte la dovranno fare gli utenti. Pensiamo ad esempio di mettere docce a tempo negli impianti sportivi o addirittura a pagamento. Inoltre dobbiamo arrivare a un uso razionale delle strutture, concentrando attività, riunioni e incontri in locali che comunque devono essere riscaldati. Uno dei problemi è che, nella maggior parte dei casi, anche per risparmiare è necessario investire e i soldi non ci sono». Il Comune ridurrà a 4 mesi (erano 7) la tassa di soggiorno, ma non prevede significative ripercussioni sulle entrate (428 mila euro nel 2012). «Inoltre – anticipa Giuliani – stiamo pensando ad una Turisti card, con sconti in musei, impianti sportivi e trasporti, con la quale gli albergatori potranno compensare i clienti del pagamento». Sul fronte delle entrate il problema più grosso sembra quello di come compensare la prevista diminuzione delle entrate Imu, considerato che Piombino non è una città di seconde case come, ad esempio, San Vincenzo, ma che al contrario ha finora potuto contare sull’Imu applicata alle industrie. Tanto più che l’intenzione della giunta è quella semmai di abbassare l’Imu sulle seconde case. La soluzione potrebbe venire, ma nessuna decisione è stata per il momento presa, da un aumento delle aliquote per le grandi aziende. I mancati introiti per il gruppo D porterebbero infatti minori entrate per l’Imu di 3,2 milioni. Una quota a cui si aggiungerebbero 2 milioni di accantonamento per il Fondo di solidarietà dei Comuni di cui non si è in grado di calcolare quanto poi ritornerebbe a Piombino. Il fondo del barile è comunque stato raschiato e, dunque, quel milione circa che manca ora non può che essere trovato nella parte delle entrate. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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