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Impietosi i dati per il nostro scalo. Raffica di riunioni - la Nazione Livorno

 

I NODI PRESSING DI ASAMAR, ASSOCIAZIONE DEGLI AGENTI MARITTIMI
Dalle banchine ai servizi
La lunga lista dei ritardi...

— LIVORNO —
PRIMA AVEVANO detto che gridavamo «al lupo» e quando qualche consigliere comunale d’opposizion — vedi Tamburini — aveva richiamato le nostre anticipazioni sulle crociere che stavano scappando a La Spezia, si era risposto con qualche ironia. Adesso invece è ufficiale: 33 scali della Royal Caribbean, almeno 9 della Costa Crociere, e oltre una trentina della Carnival sono stati cancellati da Livorno e andranno a La Spezia, dove è in fase di arredamento una banchina tutta nuova. Considerando che anche Msc ha cancellato per quest’anno la sua crociera di testa per la poco dignitosa offerta sulla banchina ad alto fondale, e che la Tui Cruise aveva già cancellato Livorno dal salone di Marsiglia, si calcola che saranno almeno 200mila i croceristi che Livorno perderà in questa stagione. Da Miami, dove oggi finisce il mega-salone mondiale delle crociere, questa volta i nostri della Porto 2000 tornano con i musi lunghi e le pive nel sacco. Sapendo anche che recuperare nel 2014 quello che si è perso in questi giorni, sarà due volte più difficile. Ora che i buoi sono scappati, tutti corrono a chiudere la stalla: almeno a parole.
C’È STATO un primo incontro all’Autorità portuale, convocato da Giuliano Gallanti, al quale hanno preso parte Roberto Piccini, Massimo Provinciali e uno degli agenti marittimi più importanti nel campo delle crociere, Stefano Salvestrini di Mednov. Ieri un altro incontro a livello di Asamar, l’associazione livornese degli agenti marittimi presieduta da Laura Miele: su sollecitazione dello stesso Salvestrini, si sta cercando di mettere su un pressing per accelerare i progetti del piano operativo triennale per la nuova stazione crociere in porto. Oggi sembra ci sarà anche un incontro tra il sindaco Alessandro Cosimi e il comandante Angelo Roma, uno dei maggiori esperti della portualità livornese, già indicato dalle istituzioni per la presidenza dell’Authority. Tutto ruota intorno ai tempi di attuazione del programma — votato a larghissima maggioranza nel Pot — che vede la trasformazione delle banchine Alto Fondale e Orlando in un terminal attrezzato per le crociere. Ma non è solo una questione di banchine: da Salvestrini e da altri operatori del settore si fa rilevare che da tempo abbiamo perso la grande maggioranza delle provviste di bordo delle navi da crociera, che ormai si riforniscono a Civitavecchia malgrado i containers provenienti da Miami per i grandi bastimenti dei croceristi americani sbarchino in Darsena Toscana; che la polemica sui bus «shuttle» con la città non è stata gradita dai brokers che avevano (e hanno) rapporti con l’operatore globale Aloschi; che la stessa scelta della Porto 2000 di organizzare tours in Toscana è stata considerata concorrenza.
IN AGGIUNTA a questi e ad altri problemi noti c’è lo scontro al Tar con la Cilp, che non vuol mollare l’alto fondale prima di avere garanzie su aree e capannoni in cambio. Difficile capire come si potrà uscire dal «cul de sac» in cui con le crociere ci siamo infilati. Si attendono moracoli.
A.F.

L’ATTACCO DURA PRESA DI POSIZIONE DELLA TERRENI, RESPONSABILE TURISMO PER IL PD COMUNALE»
«Chi ha fallito ora faccia un passo indietro»
«NON CI STO a dover essere costretta a cambiare città per lavorare. Non ci sto». Arrianna Terreni, responsabile turismo dell’Unione Comunale del Pd, reagisce duramente ai dati diffusi in questi giorni sull’andamento dlele crociere nel nostro porto. Lei, tra l’altro, che lavora con trasporto e dedizione all’ufficio informazioni e che, dunque, conosce bene ciò di cui parla. «Se chi deve prendere delle decisioni fondamentali per lo sviluppo del settore crocieristico nel nostro porto non riesce a farlo, che prenda atto del proprio fallimento lasciando incarico a chi può fare di meglio». Non gira intorno alle parole per tirare una stoccata al presidente dell’Authority Giuliano Gallanti che, in quest ore, è sulla graticola.
«LA ROYAL Caribbean, la seconda compagnia crocieristica al mondo, stanca delle numerose promesse di avere banchine certe dedicate all’accoglienza delle navi — scrive la Terreni — ha spostato più del 30% del suo traffico a La Spezia, che ha lasciato che a parlare fossero i fatti. Ed oggi festeggia. La prima compagnia crocieristica al mondo, la Carnival Cruise Lines proprietaria della Costa Crociere, ne ha spostate un po’ meno. Nel mentre, chi ha le competenze per gestire gli spazi, le compagnie, la storia delle persone nel porto non decide, l’economia della città rischia un sussulto (negativo). Oggi passano in secondo piano le polemiche relative agli strani orari dei musei, delle visite su prenotazione di difficile accesso per chi viene dal mare a visitare la città, la mancanza di bagni pubblici, la proposta nei deplian a fare visite nelle chiese chiuse».

«Azione immediata per tamponare queste fughe»
E’ FIRMATA dalla consigliera provinciale del Pdl Roberta Naldini l’interrogazione sulla situazione delle crociere nel porto di Livorno. «Livorno ha perso il 18% di traffico e passa da quarto scalo nazionale a sesto, superato da Savona e Genova. Sarebbe stata la naturale “porta di accesso” alle bellezze turistiche della Toscana ed invece molte navi attraccheranno sui moli dello scalo ligure anziché di quello toscano».
LA CONSIGLIERA del Pdl impugna «il ruolo determinate che avrebbe dovuto giocare il Presidente della Autorità portuale, il genovese Giuliano Gallanti nel rilancio dello scalo livornese e dei suoi traffici — scrive la Naldini —   e quello di Roberto Piccini». E chiede al presidente della Provincia Kutufà «se, alla luce della perdita consistente di traffici croceristici dello scalo livornese, derivante anche dall’inerzia delle due cariche più importanti per la gestione delle politiche portuali, si debba attivare un confronto e per conoscere quali iniziative intendano adottare per tamponare queste fughe di traffici».

LA LETTERA-SFOGO
«Ecco chi sono
i responsabili
di questo
ennesimo disastro»
«NELL’APPRENDERE la notizia, che buona parte del traffico crocieristico che abitualmente da qualche anno solca le acque del nostro porto, avrà come destinazione il porto di La Spezia e conseguentemente verranno meno un centinaio di scali tra le compagnie di Costa e Royal Carribean, non mi resta, al di là di pensare che non c’è mai fine al peggio per questa ormai derelitta città, ringraziare quelli che io ritengo i mandanti e allo stesso tempo gli esecutori di questo omicidio». Sergio Giomi, un cittadino particolarmente sensibile alle vicende di questa città, si sfoga con questa lettera. «Di vero e proprio omicidio — scrive Giomi — perpetrato ai danni della nostra città e dei suoi figli più giovani, che compreso i miei non avranno neanche la possibilità di sciegliere se il proprio futuro possa essere nella nostra Livorno oppure lontano da essa. Non c’è futuro per loro in questa città, assassinata da comportamenti che nell’arco di 60 anni hanno favorito sempre gli stessi alla faccia di chi poteva a questa città dare lustro e linfa vitale».
E RINGRAZIA: «Non mi resta che “ringraziare” gli ultimi attori di questa farsa o per meglio dire di questa tragedia: il nostro sindaco Cosimi, re consacrato degli immobilisti, il segretario del Pd De Filicaia che forse di giovane ha solo l’età anagrafica non certo le idee; il presidente della Porto 2000 Piccini che al di là di frasi ben fatte e ad effetto, non cava un ragno da un buco, i compagnoni di Raugei che da buoni compagni rivendicano i loro giusti diritti ma non pensano minimamente che forse rinunciare a qualcosa per il bene della collettività sarebbe cosa di cui anche loro un domani raccoglierebbro i frutti, un ringraziamento particolare va anche al presidente Gallanti che al di là di buone intenzioni non mi sembra che voglia esercitare quel potere e quella autorità che sono nei suoi poteri».


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