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Porto nella Chiusa Iniziata la corsa tra i due progetti - Il Tirreno Piombino lunedì 11 marzo
Riunita la prima conferenza dei servizi per l’istruttoria Entro aprile la scelta della proposta ritenuta migliore
IL DISTRETTO DELLA NAUTICA
PIOMBINO Prima conferenza dei servizi per il nuovo porto della Chiusa di Pontedoro e del polo integrato della nautica e della cantieristica - a cui hanno partecipato Provincia, Capitaneria di porto, Comune, Autorità portuale - che dovrà valutare le due proposte concorrenti per la realizzazione del polo del diportismo. Anche in questo caso, come per il porto di Poggio Batteria, la scelta del soggetto che dovrà realizzare il Piano regolatore portuale, avverrà attraverso la procedura Burlando, che consente uno snellimento dell’iter. Nel corso di questa prima riunione, rispetto alla quale la Regione pur non essendo presente ha fatto pervenire tutti i pareri, sono stati affrontati gli aspetti salienti della procedura. Da questo momento inizierà pertanto una fase istruttoria di valutazione, che porterà, a fine aprile, alla convocazione di una nuova conferenza di servizi decisoria, durante la quale verrà scelto il soggetto che dovrà realizzare il Piano regolatore portuale e infine il progetto definitivo da realizzare. In questo caso, essendo già approvato il piano guida, il percorso avrà tempi più brevi rispetto a quelli di Poggio Batteria. Per la Chiusa sono in corsa due proposte: la prima che vede come soggetti guida Arci Pesca e Lega Navale, la seconda denominata “Porto Augusto Val di Cornia”, promossa da Mortelliccio Mare e Circolo nautico Pontedoro e dalle società Dal Pont, Marina di Terre Rosse, Aba Yacht e Sirem. Oltre al progetto di porto turistico in questo caso si prevede anche la realizzazione di posti barca per la pesca e una zona cantieristica. Insieme a Poggio Batteria, per il quale è in corso di approvazione il Piano regolatore portuale, saranno 1.500 i posti barca complessivi, suddivisi tra i due ambiti in maniera percentuale a seconda della lunghezza delle imbarcazioni (40% fino a 10 metri, 55% tra 10 e 20 metri, 5% oltre i 20 metri). Per quanto riguarda la ripartizione della flotta tra i due poli, il porto turistico di Molo Batteria potrà accogliere circa 700-800 imbarcazioni di dimensioni medio grandi (della lunghezza minima di 10 m.), mentre l’approdo turistico in località Chiusa Pontedoro potrà accogliere imbarcazioni medio piccole tra cui sono incluse anche quelle della nautica sociale. In tutti e due gli ambiti, inoltre, il 20% dei posti barca dovrà essere assegnato al traffico e non sarà quindi messo in vendita. I due iter, che stanno seguendo una tempistica diversa, riguardano due interventi di grande rilievo per l’economia del territorio con un valore che supera i 200 milioni di euro. «L’amministrazione comunale punta su questi due progetti perché vede nello sviluppo del distretto nautico una possibilità importante di sviluppo per la piccola e media impresa, con una ricaduta occupazionale sul territorio molto significativa – afferma l’assessore all’urbanistica Francardi – La realizzazione di due localizzazioni distinte per un polo integrato della nautica e della cantieristica ha lo scopo di rispondere infatti ad esigenze differenziate, dal grande turismo, alle piccole e medie imbarcazioni, ai pescherecci. Una pluralità di offerta che viene incontro a esigenze diverse».
LE reazioni
Concordia, Greenpeace conferma la sua contrarietà
PIOMBINO «La decisione, presa e approvata a fine mandato, dell’attuale governo e del ministro dell’Ambiente Clini, di investire nel porto di Piombino per lo smaltimento della Costa Concordia è un azzardo che non garantisce né i cittadini italiani né la tutela dell’ambiente». «Sono scelte che incidono pesantemente sul futuro – afferma Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace – opzionando investimenti che devono essere finalizzati a creare sviluppo e occupazione e non nuove cattedrali nel deserto». A decidere, secondo Giannì, devono essere un nuovo governo e un nuovo parlamento, con pieni poteri e in cui sono presenti nuove sensibilità, per evitare a breve scontri istituzionali che bloccherebbero la Concordia ad arrugginire nel porto di Piombino per decenni». Greenpeace contesta quelli che definisce colpi di mano del ministro Clini e dell’ex governo tecnico in materie di Autorizzazione unica ambientale, della Strategia energetica nazionale, fino alla vicenda degli investimenti sul porto di Piombino. «È chiaro che questo sistema di procedere per colpi di mano – afferma Giannì – rischia di creare fratture insanabili e di aumentare le ricadute sull’ambiente e i costi per la collettività». Greenpeace chiede dunque alle istituzioni coinvolte una seria riflessione. Valuta invece positivamente la decisione del governo di individuare Piombino come meta per la demolizione della nave Concordia il presidente della Provincia Giorgio Kutufà, che sottolinea come la decisione «accoglie una richiesta del territorio subito condivisa dalla Regione». Kutufà si dice «certo che le autorità locali vinceranno la sfida di attrezzare il porto per questa operazione in tempi stretti». «Questo provvedimento – aggiunge – garantisce occupazione non solo legata allo smantellamento della nave, ma ancor più favorendo la competitività del polo siderurgico ed inserendo un’attività, quella delle riparazioni navali, particolarmente significativa. Proprio per questo mi sembrano fuori luogo le riserve e le critiche che su questa importantissima decisione sono state espresse da alcuni parlamentari eletti nella nostra regione». Anche Matteo Tortolini, responsabile Ambiente e Infrastrutture del Pd regionale, valuta positivamente la decisione del governo. «Per il porto di Piombino si tratta di un complessi di opere di adeguamento su cui sarà prestata la massina attenzione». Per questo anche lui ritiene di difficile comprensione le dichiarazioni a caldo di alcuni parlamentari del Pd. Giudizio positivo sull’atto del governo anche dal segretario della Federazione Pd Valerio Fabiani e dal segretario provinciale dell’Udc Luigi Coppola.
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