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«Basta aspettare, faremo la terza linea al Picchianti» - La Nazione Livorno

 

IMPIANTI IL PRIMO CITTADINO PROMETTE LA REALIZZAZIONE DI QUESTO PROGETTO DEL QUALE SI PARLA DA ANNI

IL DE PROFUNDIS al mega termovalorizzatore è stato pronunciato ieri dal sindaco Alessandro Cosimi in terza commissione. Davanti ai sindacalisti dell’Aamps, il primo cittadino ha detto: «Dovremo andare alla realizzazione della terza linea al Picchianti, troppe beghe bloccano il piano industriale». Un progetto costato al tempo 2 milioni di euro, viene rispolverato «in attesa — dice irritato il sindaco — che la Regione presenti il piano dei rifiuti e la Provincia sforni quello interprovinciale». E aggiunge: «In Toscana non si riesce a passare ad un sistema moderno di smaltimento dei rifiuti — attacca il primo cittadino — tanto che portare il materiale in discarica costa dagli 86 ai 100 euro a tonnellata, per il tvr si va dai 130 ai 180 euro a tonnellata. E la direttiva regionale parla di allargare le discariche».
ECCO ALLORA il nodo di Vallin dell’Aquila, bomba ecologica ed economica e ricorda: «Nel maggio del 2004 abbiamo preso in carico il costo della bonifica della discarica». Poi fa una pausa: «Si tratta di un peso pari a 20 milioni di euro». Cifra insostenibile per qualsiasi amministrazione: la bonifica non s’ha da fare, meglio la riapertura della discarica come abbiamo scritto su La Nazione. Il progetto del mega termovalorizzatore di area vasta sembra essere definitivamente tramontato. E’ una battaglia, anche politicamente, molto pericolosa, in questo momento di grillismo imperante dove la demagogia dell’«anti» prevale su qualsiasi considerazione.
UNA BELLA virata da quando il Pd, alla conferenza programmatica del luglio scorso, fece addirittura un sondaggio per vedere l’indice di gradimento di questa struttura per la quale c’erano già possibili ubicazioni. Ora marcia indietro «compagni», si rispolvera l’antico progetto della terza linea. Ma pare che intanto la Via — valutazione d’impatto ambientale — sia scaduta. Non sarà mai che, anche per realizzare un progetto sì vetusto, si debba ripartire da zero...
m. b.

«Inidonei 64 lavoratori su 267? Cari sindacalisti, è un problema...»
Strigliata del sindaco Cosimi ai rappresentanti Cgil, Cisl e Uil delle «Rsa»
di MICHELA BERTI
— LIVORNO —
«IL MONDO-ROSI è alle spalle. Credo che sul piano finanziario abbia fatto un’operazione delicata per la tranquillità dell’azienda». «E credo anche — dice Alessandro Cosimi — che 64 persone inadeguate (cioè inidonei con tanto di certificato, ndr) su 267 lavoratori siano un problema». Il sindaco ieri non si è risparmiato nel faccia a faccia con i rappresentanti Cgil, Cisl e Uil delle Rsa dell’Aamps. Padrone di casa, il presidente della terza commissione Vladimiro Del Corona, Pd. Cosimi ha ascoltato il pesante attacco dei sindacati all’ex amministratore Angelo Rosi; ha ascoltato le critiche pesanti all’amministrazione («Il Comune ha scelto di non scegliere»), poi però ha replicato, punto per punto ai sindacalisti correndo dalla difesa all’attacco e apostrofando come «falsi» i numeri snocciolati da Cgil, Cisl e Uil. «Ricordo — dice Cosimi — che il Comune portava i soldi dell’Irpef all’azienda per ripianare il buco. Nel 2004 c’era un -1.700.000 euro, poi la scelta della ricapitalizzazione con 5 milioni di euro, nel 2005 si è arrivati ad un +79mila euro, nel 2006 ad un +209mila euro». Poi il passaggio a Tia, un obbligo di legge «la Tarsu per l’azienda non era più sostenible — prosegue il sindaco — che annuncia: arriverà la Tares ma il rischio di impresa non è a carico dell’azienda, bensì del Comune». Lo dice battendosi la mano sul petto perché, forse non tutti sanno, che il Comune pagherà regolarmente, ogni mese il servizio all’azienda, poi passerà alla riscossione diretta delle bollette e, vista l’elevata morosità dei livornesi, c’è da temere che qualcosa verrà a mancare nel portafoglio del Municipio. «Anche questo abbiamo fatto — arringa il primo cittadino — e non certo per sentirci dire che il Comune non decide su Aamps. Certo, la proprietà ha un ruolo e i manager un altro. La modernizzazione di un’azienda non è un problema della proprietà». Tanto per essere chiari: «La Tia non sarà aumentata di un centesimo. I costi fissi non possono lievitare all’infinito». E per costi fissi s’intende il personale.
BASTA METTERE mano nelle tasche dei cittadini per pagare i dipendenti dell’azienda, a tutto c’è un limite. E il sindaco, questa volta, l’ha detto senza mezzi termini, bacchettando i sindacati. «Non è detto che ogni volta che c’è un problema di organizzazione si debba andare dalla proprietà». E di problemi negli ultimi mesi i sindacati li hanno avuti. «Il personale — denuncia Stefano Venturini, Uil — è stata attaccato da Rosi ma vorrei ricordare che il tasso di assenteismo è sceso da 2009 ad oggi e che le ore di straordinario sono passate da 19.570 del 2009 alle 9.593 del 2001». Poi il personale: 290 nel 2009, 276 nel 2010, 270 nel 2011 e 267 nel 2012.
MA I SINDACATI hanno rovesciato addosso al Comune le mancate scelte su: sviluppo dei servizi; problemi finanziari causati dal passaggio Tarsu-Tia; chiusura della discarica; il progetto della terza linea è fermo; non è stato fatto il digestore anaerobico, nemmeno il bioessiccatore e la ricicleria. «Tutti questi progetti li abbiamo presentati nel 12010. Gli indirizzi c’erano ma è mancata la volontà politica». Poi spunta una spesa annua di 50mila euro per l’affitto di un terreno dove vengono custoditi i cassonetti nuovi e quelli da aggiustare. Ci pensa Maurizio Puccini della Cgil a completare i numeri: «I colletti bianchi sono 52 su 126 impiegati, 8 portieri, 10 addetti alle stazioni ecologiche e 36 addetti operativi in tuta blu». E chiude con i 64 «da Cottolengo» come li ha appellati Rosi. «25 sono delle categorie protette, 23 non idoneti per malattie e 16 non idonei a certe mansioni ma sono stati ricollocati. Rosi ha detto che ci sono malati che poi fanno i dj? I medici dell’Asl non sono al soldo dei sindacalisti...».

L’AFFONDO
«Rosi ha offeso
i dipendenti,
ha spaccato
i sindacati
con i Rosa-boys»
«ROSA BOYS» sono stati chiamati così i dipendenti dell’Aamps che l’ex amministratore unico Angelo Rosi (nella foto) era riuscito a tirarsi dalla sua parte nei continui scontri con i sindacati. E Cgil, Cisl, e Uil ieri non hanno risparmiato pesanti contestazioni, che talvolta hanno superato la soglia della decenza. «E’ stato un personaggio ingestibile — ha detto Luigi Machì della Cisl — anche se, come professionista, può essere paragonato al Maradona del calcio». Rincara Maurizio Puccini, Cgil. «Ha offeso 267 persone, paragonandoli a dei ladri. tutto ciò che ha deciso è stato fatto al di fuori del contratto nazionale del lavoro. Persino sul “tempo-tuta” ha fatto polemica». Un tempo-tuta che i lavoratori si prendono a fine turno per togliersi la tuta e lavarla. E servono trenta minuti...


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