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Il Tirreno Elba - Elbopoli non ferma il centro servizi

 

Giusti: «Quell’area non è un campo di patate e resta edificabile. A metà mese butteranno giù gli edifici, poi la ricostruzione»
 
ECOMOSTRO DI PROCCHIO
 
di Stefano Taglione  PROCCHIO La sentenza della Corte d’Appello di Genova sulla vicenda di Elbopoli non fermerà né la demolizione né la ricostruzione del centro servizi di Procchio. La conferma arriva dal sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi, e dal costruttore Franco Giusti, fra i condannati (a 3 anni e 6 mesi) del processo di secondo grado conclusosi due giorni fa. «Mercoledì mattina è stata depositata in Comune a Marciana la Scia, la segnalazione certificata di inizio attività – spiega il primo cittadino marcianese – e l’ecomostro sarà raso al suolo fra il 15 il 18 marzo. Penso che sulla ricostruzione cambi poco, ma aspetto di leggere la sentenza». L’imprenditore pistoiese Franco Giusti, invece, non ha alcun dubbio. «L’area rimane edificabile – spiega – non è un campo di patate. A metà mese butteremo giù gli edifici. I lavori saranno molto rapidi, visto che lo scheletro del centro servizi è composto solo da cemento, lo stesso che useremo per tappare gli scantinati eliminati dal nuovo progetto». Nonostante le condanne, insomma, dall’ecomostro rinascerà un’altra struttura. L’impresa edile Giusti di Pistoia ha ancora i permessi in mano per edificare e l’11 febbraio ha firmato un’intesa con Comune e Regione per procedere alla demolizione e alla successiva ricostruzione del centro servizi. L’imprenditore nel frattempo ha fatto sapere che ricorrerà in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello. «Reputo la condanna incredibile – afferma – perché la corruzione è inesistente. Ricorrerò in Cassazione». Nel frattempo Legambiente chiede nuovamente a Regione e Comune di fermare i cantieri. «Chiediamo loro di rivedere i termini di un accordo capestro – afferma l’ambientalista Umberto Mazzantini – troppo frettolosamente stipulato mentre era ancora in corso il processo, che dopo pochi giorni ha visto la magistratura condannare nuovamente per corruzione proprio gli stessi costruttori con i quali Regione e Comune, dopo averne annunciato più volte la completa demolizione, hanno trattato la resurrezione dell’ecomostro in un’area finita sott’acqua nelle alluvioni del 2002 e del 2011 e che verrà messa in sicurezza con milioni di euro pubblici. Questi sono gli stessi costruttori – conclude Mazzantini – che qualcuno degli amministratori marcianesi aveva già dato per definitivamente assolti». Le parole dell’ambientalista elbano fanno irritare Anna Bulgaresi. «Non ho mai detto che gli imputati fossero stati definitivamente assolti – spiega il sindaco di Marciana – e non capisco cosa voglia Legambiente. Secondo loro io avrei dovuto aspettare la fine di questa vicenda, probabilmente fra tre anni, per poi iniziare l’iter per la demolizione, perdendo altro tempo? – si chiede Bulgaresi – Dal 2009 sto lavorando per radere al suolo l’ecomostro, ma forse loro non sanno che la parte amministrativa è molto diversa da quella penale. Dal punto di vista amministrativo – spiega ancora il primo cittadino marcianese – la sentenza di riferimento è quella dell’aprile del 2009, che impone di demolire tutto ciò che è abusivo. Io ho portato avanti quanto deciso dai giudici dei tribunale. Legambiente – conclude il sindaco Bulgaresi – anziché attaccare noi, se la dovrebbe vedere con chi faceva parte della vecchia amministrazione e ha chiuso la vicenda giudiziaria accettando la prescrizione».


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