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La Nazione Livorno - domenica - Troppe emissioni di sostanze inquinanti

 

AMBIENTE LA RISPOSTA ALL’INTERROGAZIONE DELLA CONSIGLIERA MARINA STACCIOLI
La Regione si pronuncia sulla raffineria
di MONICA DOLCIOTTI


— COLLESALVETTI —
GLI ASSESSORI all’ambiente (Anna Rita Bramerini) e alla salute (Luigi Marroni) della Regione hanno risposto, tramite gli uffici competenti, alla articolata interrogazione della della consigliera Marina Staccioli (Gruppo Misto) che ha chiesto dati dettagliati sulla corelazione tra le emissioni della raffineria Eni di Stagno e il territorio che la circonda Da Stagno alla vicina periferia nord di Livirno. E Gli eventuali effetti sulla salute della popolazione. Nella rispsta scritta indirizzata alla Staccioli si legge: «La Raffineria Eni rappresenta un impianto con notevoli emissioni di molte sostanze inquinanti e come tale censito nell’inventario regionale delle sorgenti di emissione (Irse) come sorgente puntuiale. I dati di emissione dell’impianto raffrontati al totale delle emissioni del Comune di Livorno (nonostabte l’impianto abbia sede formalmente nel Comune di Collesalvetti) indicano che queste rappresentano il 16% dei composti organici volatili, il 16% degli ossidi di azoto, il 12% del materiale particolato fine PM10 e M2,5 primario e il 53% degli ossidi di zolfo». Nella risposta scritta là dove la Staccioli chiede informazion sulla frequanza dei monitoraggi per la qualità dell’aria nelle zone limitrofe la raffineria e sul funzionamento della centralina specie quella in via Gobetti (alla perifria nord di Livorno) si legge: «Tutti i valori limite relativi agli inquinanti monitorati e cioè PM10, PM2,5, il biossido di azoto, il biossido di zolfo il monossido di carbonio e il benzene risultano inferiori ai valori limite». Un’altra domanda chiave della Staccioli riguarda la possibilità che siano state effettuate indagini epidemiologiche. Nella risposta degli assessori Branerini e Marroni viene risportata la rezione della Asl6 relativa allo Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento (Sentieri) ovvero i Siti di Interesse Nazionale (Sin). Si legge: «Per le cause di morte per le quali vi è a priori una evidenza sufficiente o limitata di associazione con le fonti di esposizioni ambientali del Sin si osserva in entrambi i generi un eccesso per il tumore del polmone e per il tumore della pleura». E «Tra le altre cause analizzate in Sentieri è stato documentato un eccesso per il tumore del fegato negli uomini più probabimente associato a fattori occupazionali come esposizioni ad arsenuco inquinante presente nel Sin a cui i lavoratori del petrolchimico possono essere stati esposti».
LA STACCIOLI commenta così: «La mortalità superiore alla media per tutte le patologie tumorali, ma anche per malattie del sistema digerente e dell’apparato respiratorio e circolatorio che emergono da questa risposta impongono subito un’indagine approfondita sui lavoratori della raffineria Eni». E «i dati relativi allo stato di salute dei residenti nel Comune di Livorno — prosegue — sono allarmanti. E le emissioni inquinanti prodotte dalla raffineria vengono ammesse fin dalla prima riga della risposta degli assessori Bramerini e Marroni». E chiede «uno studio di coorte mirato sui dipendenti della raffineria». Inoltre è già a lavoro su una mozione. E «insieme al consigliere del Comune di Collesalvetti Emiliano Baggiani continueremo a dare battaglia affinché sia fatta chiarezza».


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