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Il Tirreno Livorno - lunedì - Porticciolo fermo, Comune e Authority finiscono nel mirino

 

Mantellassi (Consorzio Nautico): «Congelato un progetto con investimenti per 45-50 milioni e 150 posti di lavoro»
 
LIVORNO Il “signor Azimut” denuncia i ritardi nell'iter del porto turistico ma dice che non c'è da buttare la croce addosso a nessuno se non alle lungaggini della burocrazia? Di croci ne mette più d'una invece, a nome del “popolo delle barchette”, Piero Mantellassi, presidente del Consorzio Nautico (con 3mila possessori di piccole imbarcazioni): le dichiarazioni dell'ingegner Poerio nell'intervista al Tirreno sono condivisibili «quasi totalmente». Quel che non va sono i toni soft nei riguardi delle istituzioni locali perché ci sono «colpevoli responsabilità sia tecniche che politiche»: alla «incapacità tecnica di progettazione» si aggiunge «una inerzia politica totalmente incomprensibile». Mantellassi usa l'aggettivo «incomprensibile» perché – tiene a sottolineare – la realizzazione del «punto di ormeggio alla Bellana per le 1.200 barche che dovrebbero essere spostate» vuol dire mettere in moto «un volano che avrebbe creato un grande investimento privato nell'ordine dei 45-50 milioni di euro e la realizzazione di almeno 150 posti di lavoro». È un aspetto che, secondo Mantellassi, non è affatto da sottovalutare in una città come la nostra che è «logorata dalla continua perdita di occupazione». Da dove salta fuori la quantificazione? «Più di 750 barche stanno stazionando nello specchio d'acqua del Porto Mediceo e dovrebbero essere delocalizzate per costruire il porto turistico. Altre 500 (delle circa 3mila), ormeggiate lungo i fossi, sono troppo grandi per rimanervi volendo rendere correttamente navigabili questi specchi d'acqua». Mantellassi ricorda la proposta dell'Authority per «gestire le Fortezze e rendere navigabile il circuito dei Fossi» e ha ordinato la rimozione di barche «considerate troppo grandi». La questione Fossi – afferma – diventerà la priorità numero uno: «La costruzione di un nuovo punto di ormeggio dovrà ospitare in primo luogo le 500 barche costrette a lasciare i Fossi, dopodiché è possibile procedere al completamento della delocalizzazione prevista considerando che nel Mediceo non ci sono problemi di intralcio alla navigazione». Insomma, prima si dà spazio ai problemi della piccola nautica nei Fossi e solo in seguito si avvia lo spostamento di quelle ospitate nel Mediceo. Per Mantellassi «il Comune e l'Authority hanno insieme responsabilità, strumenti e autorità per decidere e chiedere alle altre istituzioni competenti, di assecondare questi progetti che sono strategici per la città»: l'«incapacità di capire la portata della cosa – conclude – sta penalizzando molta parte dell'economia cittadina».


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