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Il Tirreno Livorno - sabato - Cosimi ai sindacati: serve più efficienza

 

Il sindaco riunisce i soci: «Rosi ha fatto un ottimo lavoro finanziario». Il 4 marzo la nomina del nuovo amministratore
 
«Per mantenere gli stessi costi e magari ridurre anche la Tia ci vuole Harry Potter»
L’addio del manager: «Ho ridotto il debito ed evitato il patatrac ma quanti scontri...»
 
di Juna Goti LIVORNO «Abbiamo deciso che l’esperienza di Angelo Rosi è finita: l’ho ringraziato per il lavoro fatto, ma avrei gradito uno stile diverso». Il sindaco Cosimi pronuncia queste parole dopo l’assemblea dei soci (presenti il suo vice, il collegio sindacale e lo stesso Rosi) che ieri mattina ha formalizzato l’addio ad Aamps del commissario. La prossima assemblea è fissata per il 4 marzo, quando Cosimi si è impegnato a nominare il nuovo amministratore unico. Fino a quel momento sarà Giovanni Verugi (presidente del collegio sindacale) a gestire l’ordinaria amministrazione. Il sindaco difende l’operato dell’ormai ex: «Ha fatto un ottimo lavoro finanziario, rimettendo l'azienda su pilastri stabili verso un percorso di salvaguardia degli equilibri economico-finanziari e lo sviluppo industriale di cui ha bisogno». Ma quando tocca il tasto delle dure parole pronunciate da Rosi su politici, sindacati e lavoratori (soprattutto i «presunti invalidi, con qualcuno che la notte va a fare il dj e l’estate il surf»), dice che «le cose che ha detto Rosi io le avrei sostenute in termini completamente diversi». «D'altra parte – aggiunge – ritengo che ci sia stato un attacco sostanziale a Rosi, con giudizi sprezzanti ingiustificati. Certo non mi sarei mai permesso di fare alcune considerazioni sui lavoratori». Restano - al di là dei modi - i nervi scoperti toccati dal manager: presunti invalidi, troppi quadri a fronte di nessuno spazzino. Di questo il sindaco che dice? Il prossimo timoniere metterà mano all’organizzazione del lavoro? «Gli sarà chiesto di occuparsi di impianti e discariche (con parziale riutilizzo di Vallin Buio), di onorare gli impegni presi con le aziende creditrici e di procedere all’efficientamento». Che sta per diversa gestione del personale: «Dopo la nomina, incontrerà Rosi e proporrà al Comune un percorso». «Per noi – chiosa Cosimi – Aamps è sempre stata una risorsa. Nel 2004 ho trovato un piano di vendita da 3 milioni e abbiamo ricapitalizzato. In azienda ci sono molte persone che fanno il loro dovere, ma bisogna rendersi conto che è finita un’epoca: o Aamps capisce che il tempo delle municipalizzate è finito o rischia di giocare una partita residuale. La modernità è dolorosa, ma va affrontata». Cosa intende dire è più chiaro qualche minuto dopo. Mentre è in corso l’assemblea, i dipendenti di Cooplat protestano davanti al Comune. Cosimi prova a rassicurarli rispetto al fatto che «il prossimo bando per affidare lo spazzamento non sarà al massimo ribasso». Ma «non si può pensare di fare un percorso che efficienti l'azienda, prosegua con le esternalizzazioni agli stessi costi e, magari, abbassi anche la Tia, senza un accordo che dia garanzie al Comune e impegni i sindacati a un percorso di maggiore efficienza. Altrimenti più che un sindaco o un amministratore ci vuole Harry Potter». Rosi intanto esce dall’assemblea con pipa e cartellina in mano: «Torno a casa, mi muovo che nevica. Lunedì sarò nelle Marche, martedì a Firenze. Ho altre aziende...». Poi non risparmia l’ultimo colpo di coda: «È stato un anno intenso, poco proficuo rispetto ai miei standard. Abbiamo perso tempo in incontri, scontri. E il tempo per le aziende in crisi è essenziale. Chi mi è stato contro? Il sindacato, ma non ne voglio nemmeno parlare: dovremmo scrivere un libro, sono fuori dal tempo...». «Però – aggiusta il tiro – ho trovato anche tanta gente in gamba. Mi dispiace se oggi chiamano i lavoratori cottolenghi...». Alla fine le rivendicazioni: «È evidente che in passato c’è stata una gestione economica e politica non attenta. Idv dice che ho lasciato 22 milioni di debito? Ne ho trovati 24 e spicci, ho evitato procedure concorsuali e per la prima volta Aamps paga i fornitori a 30 giorni». Ma riuscirà a onorare i debiti con i fornitori, dilazionati anche in 5 anni? «L’azienda che lascio non dovrebbe avere problemi di galleggiamento per tutto l’anno prossimo...».


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