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La Nazione - Lucchini, Nardi in consiglio fa il punto sulla fabbrica

 

— PIOMBINO —
«CRISI industriale a Piombino. Valutazioni e prospettive”. Su questo argomento si discuterà questa mattina a partire dalle 9 nel consiglio comunale aperto in seduta straordinaria. Saranno presenti le aziende siderurgiche del territorio (Lucchini, Magona e Dalmine), rappresentate rispettivamente da Piero Nardi, Commissario straordinario Lucchini; Leandro Nannipieri, amministratore delegato Arcelor Mittal; Gabriele Pezzolla, responsabile Tenaris; i sindacati, le associazioni di categoria, la Regione Toscana con Gianfranco Simoncini, assessore alle attività produttive, lavoro e formazione, provincia di Livorno con il presidente Giorgio Kutufà, e i sindaci dei Comuni limitrofi.
SARà un’occasione importante per dibattere delle questioni più rilevanti legate alla crisi della siderurgia e per conoscere, direttamente dal commissario Nardi, l’evolversi della situazione Lucchini, dopo quasi due mesi di amministrazione straordinaria. E proprio la Lucchini, in un dettagliato articolo a firma di Paolo Bricco, apparso sul «Sole 24 Ore», viene considerata l’anello debole dell’acciaio. Tre le criticità ricordate: la finanza, la dinamica commerciale e il profilo industriale. «Secondo i dati del bilancio 2011 – si legge sul Sole - l’ex gruppo Lucchini ha un rapporto fra debiti bancari e fatturato pari al 60,94%, una redditività del capitale investito pari a -73,27% e una redditività del patrimonio pari a -44 per cento. La criticità commerciale riguarda il suo core business: a Piombino è fabbricato il 90% delle rotaie italiane, peccato che il business delle costruzioni di nuove linee ferroviarie sia quasi nullo nel nostro Paese e sia florido soprattutto nella ex Unione Sovietica, dove però i problemi di Severstal non consentono alla ex Lucchini di penetrare come in teoria potrebbe fare. La criticità industriale è, se possibile, ancora maggiore. La capacità di tre milioni di tonnellate è inferiore agli standard di mercato. Ma, soprattutto, lo stabilimento ha l’altoforno, ma è senza l’agglomerato. Questo significa che la materia prima deve essere portata a Piombino, con uno svantaggio di costo incolmabile”. Per il Sole 24 Ore «ogni ipotesi di soluzione appare assai remota».


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