Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Il Tirreno - Critiche a Rosi: sbagliato risparmiare sulle esternalizzazioni e la dilazione dei debiti ha messo in crisi diverse ditte

 

di Giorgio Carlini LIVORNO «I processi di riorganizzazione di Aamps finiscono per scaricare le difficoltà economiche e finanziarie sulle ditte che gravitano intorno alla partecipata del Comune». A lanciare l’allarme sono le tre organizzazioni sindacali, che puntano il dito contro la gestione dell’amministratore unico Angelo Rosi, chiamato dal sindaco proprio per salvare l’Aamps. Sotto la lente d’ingrandimento è finito il vasto settore dei servizi esternalizzati, con le ditte appaltanti che - spiegano - sono state messe in ginocchio dalle scelte strategiche di Aamps. In testa c'è la Cooplat: prima ha accettato di rateizzare il credito di 5 milioni, poi però è stata costretta a aprire la cassa integrazione. E ora rischia di dover subire condizioni lavorative e salariali penalizzanti per i suoi 80 lavoratori. Risparmi e appalti. Nella "Relazione e piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani anno 2013", elaborata da Comune e Aamps, si legge che i risparmi di gestione si avranno «dall'avvio di un processo di internalizzazione di attività e servizi già gestiti tramite appalto» e «dalla ridefinizione dei capitolati di appalto finalizzata a conseguire economie e ribassi significativi». Così Aamps conta di risparmiare oltre 2 milioni e mezzo di euro. «In altre parole - dicono Carmine Valente (Fp Cgil), Luigi Machì (Fit Cisl trasporti), Claudio Sodano e Stefano Venturini (Uil Trasporti) - tocca ai lavoratori delle ditte appaltanti versare lacrime e sangue per la salvezza di Aamps». Carta e cartone. Il primo caso descritto dai sindacati è quello di Aimeri Ambiente, che fino all'anno scorso si occupava della raccolta di carta e cartone. «L'impresa - spiega Valente - prima non ha accettato il piano di rientro dei debiti proposto da Rosi, poi a novembre non è stata in grado di garantire il servizio». Ciò ha consentito la rescissione del contratto da parte di Aamps. «Il servizio - prosegue Valente - è passato in affidamento alla cooperativa L'Arca di Cascina, ma solo parzialmente». Una parte è stata infatti internalizzata. Morale della favola: dei 10 dipendenti licenziati da Aimeri, solo 7 sono stati assorbiti da L'Arca. Tre lavoratori sono rimasti a casa. Non solo: «I dipendenti - prosegue Sodano - rischiano il licenziamento, perché il 28 febbraio termina l'affidamento del servizio e non si sa se Aamps lo rinnoverà o lo internalizzerà del tutto». Cooplat. La cooperativa che gestisce lo spazzamento delle strade vanta con Aamps un credito di circa 5 milioni di euro, che ha accettato di rateizzare in 4 anni, a interessi zero. L'appalto di Cooplat scade il 31 marzo: il timore dei sindacati è che la prossima gara sia diversa dalle precedenti. «In passato - sottolinea Valente - valeva il criterio dell'offerta più vantaggiosa, e nel bando si esplicitava l’applicazione del contratto Fise». Ora c’è il rischio che ciò non avvenga. Ingombranti e contratto multiservizi. Il precedente poco incoraggiante è la gara di appalto per i materiali ingombranti. L'assegnazione non c'è ancora stata, ma intanto il bando presenta la procedura di aggiudicazione al massimo ribasso e non fa alcun riferimento al Fise, aprendo le porte a eventuali contratti diversi. Come il contratto multiservizi, che avrebbe tre gravi conseguenze: in busta paga i dipendenti avrebbero qualche centinaio di euro in meno (e dato che si parla di stipendi di circa 1200 euro quella cifra fa tutta la differenza del mondo). Il contratto multiservizi alza poi a 40 le ore lavorative settimanali, rispetto alle 36 del Fise. Terzo risvolto: si creerebbe una situazione di esuberi che causerebbe licenziamenti. Agitazione? Da qui la paura che le stesse dinamiche regolino la prossima gara per lo spazzamento delle strade. «Come se non bastasse - aggiungono i sindacati - Gli 80 lavoratori e lavoratrici di Cooplatsono già in cassa integrazione un’ora al giorno, conseguenza diretta del ritardo dei pagamenti da parte di Aamps. Ma di quella cassa non hanno visto ancora un euro, perchè è stata bloccata dal Governo. Della serie: agli zoppi pedate negli stinchi». Ieri pomeriggio una delegazione di lavoratori ha avuto un incontro con il sindaco Alessandro Cosimi, che si sarebbe fatto carico di parlare con Rosi affinché nel bando di gara sia presente il riferimento al Fise. Lo stato di agitazione per il momento è scongiurato, ma gli scenari potrebbero cambiare già nei prossimi giorni. Operato di Rosi. Non mancano le critiche all'amministratore unico. Secondo Sodano «Rosi non ha fatto altro che dilazionare i debiti di Aamps. Chiunque con una minima competenza in ragioneria e un po' di personalità avrebbe potuto fare altrettanto». «Di fatto - continua - ha rimesso ai futuri gestori l'onere di rispettare i pagamenti». «Rosi - sottolinea Valente - ha disintegrato il clima interno in Aamps. Oltre al mandato di risanare l'azienda, sembra quasi che abbia anche quello di spezzare le reni al sindacato. Forse l'amministratore avrà salvato l'Aamps come nome, ma l'ha distrutta per quella che era in passato». «Sia come sia - chiosa Machì - il suo compito è terminato. Ora c'è bisogno che al vertice non ci sia un ragioniere, ma un manager che abbia conoscenza del settore». «Oltre a un piano finanziario - concludono all'unisono i rappresentanti sindacali - è necessario al più presto un piano industriale, elemento che chiediamo invano dal luglio scorso. Nel 2012 Aamps era una barca che stava affondando nei debiti. Gli interventi di Rosi, con operazioni finanziarie pagate dai lavoratori e dai creditori, avranno forse riportato l'azienda alla linea di galleggiamento. Ma in futuro la barca rischia di essere senza motore e andare alla deriva».


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP