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Il Tirreno - Concordia, un altro passo verso il nostro porto

 


di Cristiano Lozito PIOMBINO E’ lunga e tutta curve la strada che porta all’aggiudicazione dei lavori per la demolizione della Concordia,e la partita si gioca in una manciata di giorni. Entro la fine del mese Costa infatti darà il suo parere, mentre le istituzioni continuano a lavorare per dare corpo alla soluzione su cui tutti, dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini in giù, sono concordi: rimettere in linea di galleggiamento la Concordia, e portarla a Piombino per la demolizione. Un grosso affare, un’occasione importante per la città non solo per la capacità di dare lavoro nell’immediato a circa 300 persone, ma anche per l’accelerazione che darebbe ai progetti di sviluppo del porto, verso la massima competitività dal punto di vista infrastrutturale. Se logica (Piombino sarebbe raggiungibile in una giornata di navigazione) e volontà politica unanime portano la Concordia verso Piombino, resta il problema delle ingenti risorse necessarie a rendere il porto capace di accogliere il relitto nei tempi richiesti, ossia dopo l’estate o poco più avanti. Di questo si è discusso ieri al ministero dello Sviluppo Economico in una riunione a cui hanno partecipato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, il sottosegretario del Mise Claudio de Vincenti, il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, il sottosegretario alle Infrastrutture e trasporti, Guido Improta, il presidente della Regione Enrico Rossi, il sindaco Gianni Anselmi e il presidente dell’Autorità portuale Luciano Guerrieri. Nella riunione è stato convenuto l’impegno comune – in attesa della risposta da parte della Costa – di definire un progetto di copertura finanziaria collegato a quello tecnico finale a cui hanno collaborato ministero, Autorità portuale e Protezione civile. Sempre dal punto di vista tecnico sembra prevalere – rispetto ad altre ipotesi espresse nelle ultime settimane – l’obiettivo di lavorare per portare i fondali del porto a meno 20, che consentirebbe in futuro, oltre all’accoglimento della Concordia, l’accesso a navi di grandi tonnellaggio. Dal punto di vista delle risorse necessarie a mettere in piedi tutta l’operazione rappresenta quindi una notizia positiva il fatto che è stato firmato in questi giorni il decreto in cui vengono individuati i criteri per la definizione delle aree di crisi complessa. Criteri e requisiti che – come aveva già anticipato De Vincenti – consentiranno l’inserimento di Piombino tra le città a cui spetteranno le risorse. Al termine della riunione il sindaco Gianni Anselmi è soddisfatto: «Tutti i partecipanti hanno mostrato grande motivazione – spiega il sindaco – nel portare a compimento l’operazione Concordia, predisponendo un pacchetto che risponderebbe all’emergenza ambientale del Giglio creando contestualmente le condizioni per dare competitività infrastrutturale e quindi sviluppo al nostro porto». Anselmi al ministero ha parlato anche della strada 398: «Certo – conferma – perché tutta l’operazione, e il futuro del porto, si giocano su tre elementi: adeguamento dei fondali, ampliamento delle banchine e accesso da Nord, appunto con la 398».


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