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Il Tirreno - Porto, la nuova variante butta fuori Aquavision
di Luca Centini MARCIANA MARINA L’iter urbanistico per la riqualificazione del porto va avanti, ma rischia seriamente di perdere un pezzo per strada. Quale? La funzione, storica per Marciana Marina, del trasporto passeggeri, fino ad oggi svolto dalla società Aquavision che garantisce i collegamenti tra il porto con la Corsica e con le isole dell’Arcipelago, non è inclusa tra le funzioni portuali riconosciute nel corpo della variante. Il porto del futuro, insomma, non ospiterà più il servizio di collegamento marittimo con le isole, da anni punto fermo per i turisti. L’iter. Per il sindaco Ciumei il percorso avviato darà al paese un vero porto turistico, riqualificando sia lo specchio acqueo che la parte a terra. Per la minoranza consiliare, invece, il cammino del porto viene portato avanti dall’amministrazione senza un adeguato coinvolgimento dei cittadini e senza una linea strategica chiara. Nel mezzo ci sono le carte e le tappe di un percorso che sta andando avanti in modo graduale. Dopo la sigla dell’intesa preliminare tra Comune, Provincia e Regione, la variante è stata adottata e pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione, con 60 giorni di tempo per pubblicare le osservazioni. Il tempo è scaduto pochi giorni fa e già è venuto fuori il primo “bubbone”. Funzione scomparsa. Tra le norme tecniche di attuazione della variante al piano strutturale del porto figurano quattro funzioni distinte: il diportismo nautico turistico, attrezzature e servizi cantieristici, attrezzature e servizi per la pesca, servizi per la sicurezza della navigazione. Del trasporto passeggeri, insomma, nessuna traccia. I battelli di Aquavision sono potenzialmente fuori dal porto. Eppure il trasporto passeggeri non era stato “cacciato”, fino alla stesura delle norme tecniche di attuazione della variante. Nel Pit (Piano di indirizzo territoriale), con il Master Plan dei porti toscani in cui si dà conto della trasformazione dello scalo di Marciana Marina in porto turistico o approdo, il trasporto passeggeri viene incluso tra le attività economiche presenti. Lo stesso Piano territoriale di coordinamento provinciale e il Patto territoriale per lo sviluppo locale tra Regione e Provincia ribadiscono l’importanza del sistema di mobilità sul porto e il pubblico interesse dei collegamenti via mare con le Isole dell’Arcipelago. Perfino nel piano urbanistico si riconoscono sul porto le funzioni turistiche e commerciali (comprendenti il trasporto passeggeri). La funzione, insomma, è scomparsa dalle carte urbanistiche quando si era già a metà dell’iter della variante. Tanto è bastato affinché la società Aquavision, visto il ruolo che svolge sul porto, ormai dal 1999, presentasse le osservazioni alla variante portata avanti dal Comune, chiedendo un immediato passo indietro, anche in virtù della disciplina che sconsiglierebbe la cancellazione di un servizio preesistente e per di più di interesse generale. Lo stesso Comune ha 90 giorni di tempo per argomentare una risposta. Le ricadute. Le osservazioni di Aquavision fanno leva sull’interesse pubblico del servizio, che dal ’99 contribuisce a qualificare turisticamente il porto marinese. Nella società lavorano, a pieno regime, 15 dipendenti. I passeggeri trasportati ogni anno si attestano intorno alle 30mila unità. L’attività, obiettivamente, dà un ritorno turistico ed economico al paese e alle sue attività, oltre ad incidere sulla diversificazione del porto che, carte alla mano, sembra invece aver scelto in modo deciso la strada del diporto.
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