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Il Tirreno Elba - domenica - Imposta di sbarco, si fa ora o mai più

 

I primi cittadini cercano l’accordo, ma i contrasti sulla ripartizione degli introiti rischiano di far saltare l’operazione
 
TURISMO»I BILANCI DEI COMUNI
 
di Luca Centini wPORTOFERRAIO Tassa di sbarco, ora o mai più. Forse l’ultimatum è un po’ forzato ma è chiaro che, senza un accordo nella conferenza dei sindaci in programma domani pomeriggio, l’applicazione dell’imposta ventilata da oltre un anno dalle amministrazioni comunali elbane rischia davvero di andare a monte, portandosi dietro - in una sorta di reazione a catena - anche la gestione associata del turismo. Organismo ancora al palo che sarebbe finanziato proprio dagli introiti dell’imposta sul turismo. A poche ore dal confronto decisivo non è ancora chiaro se i primi cittadini riusciranno a chiudere il cerchio, trovando una sintesi alle diverse posizioni che nel 2012 hanno fatto slittare l’applicazione e anche quest’anno stanno creando problemi. Il Comune di Capoliveri, ente capofila della gestione associata per il turismo, ha calibrato una stima dei ricavi su un totale di 1 milione di arrivi all’anno. Gli introiti stimati con la tassa di sbarco, quindi, oscillerebbero tra le 500mila euro e 1,5 milioni, dal momento che il ricarico richiesto ai turisti sul biglietto della nave sarebbe compreso in una forbice tra i 50 centesimi e 1,50 euro. I sindaci hanno poche ore di tempo per dimostrare che la tassa di sbarco non finirà per essere una nuova testimonianza delle difficoltà, non certo nuove per le amministrazioni dell’isola, di mettere in campo politiche e scelte sovracomunali. Eppure da mesi le posizioni dei diversi comuni, legate in primo luogo ai criteri di suddivisione degli introiti della tassa, faticano a trovare una sintesi. E le difficoltà sono aumentate in maniera direttamente proporzionale ai problemi di bilancio dei vari enti locali. Il Comune di Capoliveri, capofila per la gestione associata del turismo, ha fatto la sua proposta di spartizione, secondo la quale il tesoretto della tassa di sbarco sarà suddiviso tra i comuni in base alla popolazione di riferimento e alle presenze turistiche. Una parte dei proventi della tassa, sulla percentuale manca ancora l’accordo, andrà per la promozione unitaria del turismo dell’isola, tramite la gestione associata o, ipotesi di questi giorni, tramite un organismo allargato anche alle associazioni di categoria. Il resto sarà spartito tra i Comuni. E il difficile è proprio questo. Tra le posizioni in Campo c’è quella, storicizzata, di Marciana Marina che intende dare il via libera alla tassa solo se unita alla parificazione delle tariffe da residente per i proprietari delle seconde case, pallino del sindaco Ciumei. Portoferraio rivendica invece di essere il comune del principale porto, catalizzatore del traffico turistico per tutti i comuni dell’isola.Questo, secondo il sindaco Roberto Peria, dovrà contare quando si decideranno le percentuali di spartizione, ma l’ipotesi non è accettata di buon grado dai colleghi che hanno chiarito come il porto sia di competenza dell’Autorità portuale e non del Comune di Portoferraio. Ma, in fondo, sono proprio i principi base dell’imposta ad essere messi in discussione: i comuni più “arretrati” turisticamente, e quindi più bisognosi di una riqualificazione in chiave turistica, sono ostili nei confronti di un criterio di distribuzione basato sul «chi ha di più, più si prende». Altro dubbio consiste nell’assenza, tra i criteri, di un riferimento all’estensione territoriale degli enti: qualora gli introiti, ad esempio, fossero utilizzati per la riqualificazione delle spiagge avrebbero un peso diverso tra un comune delle dimensioni di Marciana Marina e uno, infinitamente più esteso, come quello di Marciana. In poche ore, quindi, i primi cittadini avranno l’ingrato compito di sciogliere tutti i nodi e trovare un accordo. Di certo riservare tutti i proventi per la tassa a un unico scopo faciliterebbe non poco la questione. Anche perché sull’utilizzo della tassa un accordo preciso manca ancora, tra chi punta a finanziare la gestione associata del turismo, chi vuole mettere una bella fetta sull’aeroporto e chi - Portoferraio - aveva pensato in passato di voler utilizzare una quota per abbassare il prezzo dei traghetti nella bassa stagione.


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