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Il Tirreno Piombino - sabato - Stop tecnico dell'Afo, poi la marcia è ripartita

 

LUCCHINI
 
PIOMBINO La fermata tecnica di ieri mattina, prevista dall’iter di riavvio dell’altoforno, aveva indotto delle preoccupazioni. Che per fortuna si sono rivelate infondate. Le cose sembrano aver finalmente preso la strada giusta. L’altoforno ha ripreso a rifornire di ghisa l’acciaieria. Il primo siluro è stato inviato l’altro ieri alle sei ai convertitori, che hanno così ripreso la produzione di acciaio per il treno vergella. Nello stesso pomeriggio sono state messe in funzione metà delle 30 tubiere e la temperatura del crogiuolo si è gradualmente alzata allontanando lo spettro degli 80 gradi in cui era stato ridotto. La qualità della ghisa non ancora adeguata ha indotto la realizzazione di altri tre “campini” nel piazzale di stoccaggio del coke, ad un centinaio di metri dai magazzini. Una volta solidificato nelle buche, il materiale viene frantumato, trasferito al parco rottami e con i vagoni raggiunge i convertitori per essere riciclato. A questo punto, comunque, sembra dare esiti positivi la strategia di riscaldo graduale adottata negli ultimi giorni per rimettere in marcia l’impianto, fermo dall’11 dicembre. La situazione potrà, però, considerarsi normalizzata quando sarà riattivato anche il secondo campo di colata della ghisa. Intanto, rispetto all’ipotesi di commissariamento della Lucchini servizi, è previsto un incontro che potrebbe svolgersi già la prossima settimana. Una delle ipotesi più accreditate è che l’incarico sia assegnato a Piero Nardi, già nominato commissario della Lucchini, da cui si attende la presentazione del piano industriale.


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