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La Nazione Livorno - Riparatori navali, ora anche la Cgil dà una spinta al trasloco verso Piombino

 

Strazzullo non fa sconti, si allea alla «Cna» e non risparmia frecciate al Comune
di MONICA DOLCIOTTI


— LIVORNO —
MAURIZIO Strazzullo, numero uno della Camera del Lavoro, suona la campana a chi «si candida per governare il Paese» ma anche a chi governa la città e il territorio livornese. E lo fa mettendo in fila le questione che la Cgil vuole che siano affrontate nel 2013. Cgil che nel 2012 ha sfondato quota 50mila iscritti nella provoncia di Livorno (erano 48.889 nel 2011). Premette Strazzullo: «Per parlare del territorio di Livorno ci si deve convincere che lo si può fare solo se viene inquadrato nel sistema toscano. In tale ottica, ad esempio, per Piombino a Roma si è parlato dello smantellamento della Concordia e sarebbe un’occasione da non perdere che noi condividiamo vista anche la propensione del ministro all’ambiente Clini (oltre che del governatore della Toscana Enrico Rossi, ndr) a scegliere il porto di Piombino per questa operazione». E a Piombino, prosegue, «vediamo con favore il trasferimento delle riparazioni navali. Ma puntualizza: «Sia ben chiaro che a Livorno il piano operativo triennale del porto prevede la compresenza nei bacini delle riparazioni navali e delle riparazioni di yacht e ci auguriamo che sia così».
IL DIRETTORE della Cna Marco Valtriani, reduce dall’incontro avuto matredì a Piombino con i vertici dell’Autorità Portuale, che aveva annunciato giovedì scorso nell’audizione in III commissione lavoro del Comune, coglie al balzo la palla lanciata da Strazzullo sulle riparazioni: «Abbiamo incontrato il presidente dell’Autorità Portuale di Piombino, Luciano Guerrieri, per valutare la disponibilità a creare nello scalo piombinese un polo dedicato alle riparazioni navali. Abbiamo riscontrato in Guerrieri la massima apertura ad una valutazione positiva sulla fattibilità dell’operazione, intravedendo egli prospettive per un possibile sviluppo dello scalo che presenterebbe spazi e fondali adatti o adattabili a tale tipo di attività, ed il caso Concordia è lì a testimoniarlo». All’incontro hanno partecipato anche il presidente della Gestione Bacini spa Marco Fiorillo, il direttore Fabrizio Nelli e la coordinatrice della Cna Val di Cornia, Emanuela Minelli.
«CIÒ NON SIGNIFICA assolutamente — sottolinea Valtriani — che le aziende del settore si siano arrese ed intendano abbandonare Livorno e le numerose strutture demaniali destinate alle riparazioni navali che vi sono presenti, tutt’altro. L’intento è quello di cercare ulteriori vie di sviluppo fra loro complementari, essendo il settore delle riparazioni, con la disponibilità degli spazi adeguati, fonte di milioni di euro di commesse». E su entrambe le partite» cioè riparazioni e nave Concordia «ci aspettiamo dai sindacati un ruolo attivo che punti a salvare i posti di lavoro esistenti nel settore e alla creazione di nuovi».
FRECCIATE della Cgil anche all’indirizzo del Comune di Livorno «che fa orecchie da mercante in materia di appalti pubblici». L’inarrestabile Maurizio Strazzullo dichiara: «Avevamo lavorato per arrivare ad un accordo con il Comune per superare gli appalti assegnati con gara al massimo ribasso in modo da far decollare gli appalti con l’offerta economicamente più vantaggiosa. L’accordo non avrà gambe fino a quano non sarà firmato. Stiamo aspettano da un anno e mezzo questa parte. Intanto si va avanti con il massimo ribasso». Come nel settore delle pulizie.


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