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La Nazione Livorno - «Porteremo i riparatori navali a Piombino»

 

Il direttore della Cna Valtriani batte il pugno: «Qui non c’è più spazio per loro»
di MONICA DOLCIOTTI


— LIVORNO —
IL DIRETTORE di Cna Marco Valtriani ieri in terzo commissione lavoro (la presiede Vladimiro Del Corona) ha detto chiaro e tondo: «In settimana andrò alla Autorità Portuale di Piombino per affrontare la situazione delle riparazioni navali e delle attività di bacino. Non mi faccio scrupolo di andare a Piombino perché io sono il direttore provinciale di Cna e devo guardare alle cose senza preclusioni. Non posso accettare che oggi nel porto di Livorno non ci siano la possibilità e lo spazio per le riparazioni».
SONO 1400 le aziende a livello provinciale affiliate alla Cna. «Nel settore delle costruzioni — ha proseguito — è stato registrato un calo di 15,4% di fatturato (primo semestre 2012 rispetto al primo semestre 2011). Nel manifatturiero come meccanica e falegnameria si è registrato un altro calo del 15% del fatturato. Le retribuzioni dei lavoratori sono diminuite dell’8% e questo è un dato che racchiude anche il ricorso ai licenziamenti. E le imprese che riescono a mantenere il fatturato dell’anno passato hanno una redditività minore del 15%.». Altro dato allarmante quello dei pagamenti attesi dai clienti privati: «Il trend è drammatico perché non ci sono garanzie di pagamento (come nel caso di Edilporto), mentre gli enti pubblici danno garanzie di pagare, ma lo fanno in forte ritardo». A Valtriani poi non piace «il ritornello ricorrente secondo cui in questo territorio mancano la cultura e le iniziative imprenditoriali. Piuttosto occorre fare gioco di squadra per capire cosa è utile per il territorio e le imprese. Poi occorre promuovere una politica di rilancio economico che punti sul settore dell’artigianato anche con varianti produttive a sostegno delle imprese perché non si possono attendere i tempi per la approvazione del nuovo piano strutturale».
IL RESPONSABILE area lavoro di Confindustria Livorno Ettore Bartolo ha ricordato: «Ne 2008 abbiamo avuto 1 milione di ore di cassa integrazione nell’industria che sono diventate 6 milioni nel 2012. Nell’edilizia: dal luglio 2008 abbiamo perso il 20% di imprese e il 30% di addetti. E gli iscritti alle liste di mobilità sono cresciuti dell’11% nel 2012 rispetto al 201».
LA STOCCATA all’amministrazione comunale di Livorno: «Non si può ignorare il fatto che mentre Collesalvetti ha una capacità di offerta migliore con tanto di pianificazione territoriale già definita anche per le aree indutriali, Livorno no ce l’ha». Per Confartigianato Giovanni Conte ha detto: «Il 33% delle nostre imprese ritarda il pagamento ai fornitori, il 29% non ha investito, il 26% non ha pagato le imposte o lo farà in ritardo, il 16% non ha fatto assunzioni e il 14% ha licenziato. E questo perché sono strette tra la pressione del fisco, la mancanza di credito bancario e la crisi». Bruno Tamburini (Pdl) è intervenuto attaccando il presidente della Autorità Portuale Giuliano Gallanti e chi è stato al tavolo con lui per il nuovo piano operativo del porto: «Con il nuovo piano operativo del porto, che non ha fatto certo da solo ma in collaborazione con Comune e sindacati, è stata decretata la fine delle riparazioni. Si metterà a gara solo il bacino galleggiante e non sarà la soluzione dei problemi delle riparazioni e se sarà assegnato dovrà essere usato d’accordo con il Cantiere Azimut. Insomma è stata messa la parola fine sulle riparazioni. Riconosciamolo senza prenderci in giro». Lamberto Giannini (Sel) a Valtriani che ha invocato varianti produttive ha detto: «Nn ho pregiudizi su questo, ma in consiglio non ci sono fatti una riflessione e un lavoro collettivo su tale tema. Le uniche cose piovute in onsiglio sono state varianti calate dall’alto come quella per l’ex Gran Guardia».


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