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Il Tirreno Livorno - Economia in affanno, gli imprenditori si fanno sentire in commissione

 

L’assessore: situazione drammatica
 
di Rosanna Harper LIVORNO «La situazione è grave e drammatica». Queste sono le parole con cui l'assessore al lavoro e alla semplificazione, Darja Majidi, apre la seduta della terza commissione consiliare a Palazzo Civico. «In Toscana – tiene a sottolineare – si sono persi 17 mila posti di lavoro e 34 mila sono i cassaintegrati. A Livorno come nel resto del paese si è assistito alla chiusura o al ridimensionamento di numerose piccole e medie imprese e alla utilizzazione degli ammortizzatori sociali». È negativo il quadro che Majidi traccia sulla tenuta delle aziende produttive nel territorio toscano. Ma uscire da questo pantano si può. Come? Attraverso «un sostegno nazionale di politica industriale che faccia ripartire un nuovo sviluppo. A livello locale, invece, dobbiamo essere più competitivi». A intervenire sulla situazione economica, occupazionale e imprenditoriale sono stati chiamati anche i rappresentanti delle associazione datoriali del territorio, che hanno cercato di scattare una fotografia sulle condizioni reali del nostro territorio. Il primo ad intervenire è Giovanni Conte, dirigente di Confartigianato: «Il disagio locale – mette in rilievo – non dipende solo da una mal gestione del territorio. Le difficoltà delle nostre imprese hanno anche carattere nazionale: il patto di stabilità è penalizzante; le banche non hanno più disponibilità liquida e condizioni di garanzia possibili. La concorrenza, inoltre, si è fatto più agguerrita: molti dei nostri associati dei centri benessere lamentano la concorrenza proveniente dalle piattaforme digitali che svendono letteralmente i propri servizi. La burocrazia è un ulteriore vincolo». Quanto alle opportunità che consentirebbero di sbloccare questa situazione, l’esponente dell’organizzazione degli artigiani aggiunge: «Occorre creare progettualità e sinergia tra le varie aziende presenti nella nostra città. É importante ridisegnare la funzionalità del nostro porto, sviluppandolo in porto turistico, e definendo la funzionalità dei dragaggi e delle riparazioni navali». Dati allarmanti provengono anche dal responsabile area lavoro di Confindustria, Ettore Bartolo e dal direttore di Cna, Mauro Valtriani. «Nel primo semestre dello scorso anno il fatturato delle imprese artigiane registra un calo del15,4% rispetto al primo semestre del 2011; nel manifatturiero la perdita è del 15%. Su tutte e due i fronti, invece, si registra un calo di retribuzioni del 7,7% determinato, soprattutto, dai licenziamenti nelle aziende». La ripresa economica delle aziende locali può avvenire sostenendo le eccellenze rappresentate dalla piccola impresa. Quelle che, secondo Valtriani, costituiscono l'ossatura del territorio.


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