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Il Tirreno Piombino - Il ministro pressa «La Concordia vada a Piombino»
Il presidente dell’Ap Guerrieri: «In sei mesi si può costruire il molo e approfondire i fondali per accogliere la nave»
DOPO LA TRAGEDIA »RELITTO DA DEMOLIRE
Un’opportunità? Ascolta Piombino ha molti dubbi
«La Concordia è un’ opportunità vera ?» . A chiederselo è il portavoce di Ascolata Piombino Riccardo Gelichi (nella foto). «Mi viene in mente che la nave possa contenere ingenti quantitativi di materiali pericolosi, oli, morchie e metalli pesanti nelle vernici e nelle apparecchiature. Rimuovere e smantellare relitti navali sostiene Gelichi – richiede competenze specifiche nel rispetto dell’ambiente, dell’incolumità di coloro che operano e dei cittadini. Abbiamo in loco ditte qualificate che operano in questi settori?. Certo è che sarà una demolizione epica, forse mai vista prima, a maggior ragione – prosegue – ritengo improbabile che le imprese locali possano avere i titoli per competere in queste specifiche attività». Ma il portavavoce di Ascolta Piombino chiede anche se «ci sono opere di compensazione per questo territorio che si presta ad ospitare un rottame inquinante e sicuramente impattante, anche dal punto di vista visivo?» E fine un altro dubbio: «Gli ambiti interessati per diversi anni dal cantiere Concordia, sono compatibili con il piano delle bonifiche, con lo sviluppo del distretto della nautica e quello del porto?».
di Giorgio Pasquinucci wPIOMBINO Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini non ha dubbi. Lo ha detto al Giglio alle commemorazione delle vittime della Concordia ad un anno dalla tragedia e lo ha ripetuti ieri in un’ intervista a Radio 24: «Il relitto deve essere portato nel porto più vicino e li essere smontato. È importante anche identificare rapidamente questo porto, che in base alle carte nautiche è Piombino, perché quello che dobbiamo evitare è che una volta finiti i lavori al Giglio non si sappia poi dov’è che questa nave debba andare». Una sollecitazione nei confronti della Carnival-Costa e delle assicurazioni, che si sono per il momento solo impegnate a dare una risposta entro febbraio. L’incertezza su dove portare la Concordia per la demolizione, secondo il ministro «è un film che dobbiamo evitare: Esistono possibilità – ribadisce infatti – che nei prossimi mesi il porto di Piombino sia attrezzato adeguatamente se si riuscirà a ridurre il pescaggio della nave, ovvero ridurne il peso. Se il pescaggio dovesse rimanere quello che è attualmente, sarebbe difficile trovare un porto in Italia che sia pronto ad ospitare la nave». Come è possibile però conciliare la promessa fatta dal ministro agli abitanti del Giglio, cioè portar via la nave dall’isola entro settembre, con i tempi di realizzazione delle opere previste dall’Autorità portuale di Piombino? «Costa Crociere e la Regione chi hanno chiesto un piano che abbiamo presentato ad ottobre – dice il presidente dell’Ap Luciano Guerrieri – Ci sono state richieste integrazioni che abbiamo mandato e infine, dopo l’ultimo incontro al ministero, abbiamo ristrutturato la nostra ipotesi prevedendo un approfondimento dei fondali a meno 15 metri anziché ai 20 inizialmente previsti, ipotizzando un alleggerimento della nave al Giglio». «È chiaro – precisa Guerrieri – che i nostri sono tempi tecnici che non cambiano: sei mesi per realizzare il molo sottoflutto ed altri nove per il bacino». La Costa Concordia dunque, dopo essere stata alleggerita dalle 230mila tonnellate d’acqua che contiene e da quant’altro è possibile, potrebbe essere attraccata al nuovo molo mentre si lavora alla costruzione del bacino, che all’occorrenza può essere anche svuotato per consentire la demolizione a secco della nave. Portare i fondali a 15 metri anziché a 20 può far scendere i costi da 140 milioni e 100. Metà sarebbero a carico delle assicurazioni mentre il resto potrebbe essere coperto da nuovi fondi dei ministeri.. «C’è un contributo pubblico da quantificare – ha detto a questo proposto Clini – Al momento abbiamo messo a disposizione 5 milioni di euro come ministero dell’Ambiente». Demolire la Concordia a Piombino è dunque difficile ma non impossibile. Qualsiasi altro porto italiano avrebbe comunque bisogno di realizzare opere ad hoc, senza considerare gli aspetti di sicurezza che, come ha ribadito anche il presidente della Regione Rossi, consigliano di far navigare il relitto per il tratto più breve possibile. @gpasquinucci
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