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Il Tirreno Rosignano - Solvay, niente accordo sulla sodiera

 

Fumata nera nel round sindacati-azienda. Subito un taglio di 10-12 unità, confermato lo stato di agitazione
 

di Andrea Rocchi ROSIGNANO Fumata nera. Il nuovo round in fabbrica fra direzione e sindacati si chiude senza un accordo. Le rsu Solvay non intendono avvallare un piano che produce esclusivamente tagli al personale: 10-12 unità, da subito, in sodiera (ma complessivamente l’azienda vuole ridurre il 10% della forza lavoro, dunque una sessantina di dipendenti). Sull’altra sponda la direzione Solvay ritiene necessario abbattere i costi del personale, snellire ulteriormente lo stabilimento per evitare contraccolpi pericolosi e scelte drastiche del gruppo sugli impianti sodiera dell’Europa Mediterranea (con Rosignano che fa partedi questo drappello). L’azienda snocciola i dati di un mercato asfittico, con pochi sbocchi e dove la concorrenza della soda turca (meno lavorata e a prezzi ridotti) si fa sentire oltremisura. Segnala ancora i problemi nel reperimento delle materie prime (salamoia) e un impianto che marcia a 1800-2000 tonnellate/giorno, che non sono i minimi storici (1200) dell’estate scorsa ma neppure numeri da generare un’inversione di tendenza della produzione. Così ha deciso di intervenire sui costi, a partire dal personale. Il piano sodiera (che non convince affatto i sindacati preoccupati che questa “politica del carciofo in assenza di investimenti produca ripercussioni sull’attività della fabbrica”) prevede una decina di esuberi. Che saranno gestiti col blocco del turn over - esteso a tutta la fabbrica - dunque senza il ricorso ad ammortizzatori sociali. Ma che prevedono la ricollocazione dei lavoratori in altre fabbricazione, con una sodiera che verrebbe di fatto depotenziata.Il piano individua infatti la diminuzione di 2 posizioni, una al bicarbonato, l’altra al cloruro. Aspetto che preoccupa non poco le organizzazioni sindacali, che non intendono recedere sulla loro posizione. Il timore delle rsu è che - procedendo a strattoni in assenza invece di investimenti su un impianto chiave come la sodiera (un centinaio di dipendenti) s’indebolisca il cuore di una fabbrica che ancora può dire molto sul fronte produzione. Ecco perché l’incontro di ieri si è concluso con un nulla di fatto. Le parti si ritroveranno la settimana prossima, ma quasi sicuramente sarà per comunicare - da parte di Solvay - il via al piano. I sindacati oggi informeranno i lavoratori ma intanto comunicano che resta lo stato di agitazione e il blocco degli straordinari. @andrearocchi67


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