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La Nazione Livorno - Costa Concordia scalo tecnico

 

I cassoni «raddrizzanti» arriveranno in porto i primi giorni dell’anno

OPERAZIONE «Costa Concordia», si procede da crono-programma con il prossimo arrivo nel terminal livornese della Unicoop dei primi cassoni che serviranno a raddrizzare e rimettere in galleggiamento il relitto. La prima «mandata» di cassoni sta imbarcando in questi giorni su chiatte dallo stabilimento Fincantieri di Ancona, dove sono stati costruiti. Si tratta di due tipologie di cassoni: un tipo da 500 tonnellate, l’altro da 350 tonnellate. Una volta sistemati sulle chiatte, saranno rimorchiati verso Livorno dove è previsto che arrivino nei primi giorni dell’anno. Molto dipenderà dalle condizioni meteo che i convogli — le chiatte saranno a rimorchio dei mezzi di Micoperi — incontreranno per fare il giro della penisola. Una volta arrivati sul terminal dell’Unicoop, sul canale industriale, i cassoni saranno sbarcati a terra dove ditte specializzate (sembra che non saranno livornesi) completeranno i lavori di adattamento dei cassoni stessi. Per il rizzaggio, la pulizia e il guardianaggio saranno impiegati gli uomini della Unicoop Servizi.
E’ PREVISTO che buona parte del 25 mila metri quadri del terminal — che è da tempo affittato come noto dal gruppo Cagliata a Cristiano Lucarelli — saranno dedicati all’operazione; anche perchè dopo il primo arrivo da Ancona ne seguiranno altri dagli stabilimenti Fincantieri di Genova e di Palermo. Mano a mano che i cassoni saranno completati a Livorno, verranno reimbarcati sulle chiatte e trasferiti al Giglio, dove verranno assemblati al relitto. E’ intanto confermato che l’operazione di rimettere in assetto e quindi in galleggiamento il relitto sta slittando nei tempi, con notevole preoccupazione dei gigliesi che temono di veder compromessa la prossima stagione turistica. Da Firenze tra l’altro si fa sapere che contrariamente alle tante indiscrezioni che circolano, non c’è stata alcuna decisione ufficiale sulla proposta — sostenuta anche dallo stesso governatore della Toscana Enrico Rossi — di utilizzare Piombino come destinazione per smantellare il relitto.
ESISTE una proposta della stessa Autorità portuale di Piombino che ha indicato in merito la possibilità di utilizzare le costruende vasche di colmata per un bacino di smantellamento «provvisorio»: ma la scelta definitiva, che spetta a Costa Crociere, ancora non c’è stata; sebbene tutti gli esperti considerino l’opzione Piombino la più logica in relazione alla brevità del tragitto e ai rischi che il rimorchio dell’imponente e non certo integro relitto comporterà in ogni caso.
Antonio Fulvi


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