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La Nazione Livorno - Esplode la guerra sui bacini di carenaggio

 

L’Authority li assegna di fatto all’Azimut-Benetti e il Consorzio va sulle barricate
di ANTONIO FULVI


— LIVORNO —
DICIAMO che c’è solo una settimana: anche se per presentarsi con idee e proposte precise al comitato portuale del prossimo 12 dicembre il tempo a disposizione è assai meno. Dunque, sono in tanti a pedalare, perchè di osservazioni — o addirittura di «niet» formali — se ne prevedono parecchi. Uno dei punti del contendere riguarda le indicazioni del «Pot» (Piano operativo triennale) sui bacini di carenaggio. Che la relazione dell’Authority di fatto mette in braccio ad Azimut-Benetti, stabilendo che la prevista gara debba privilegiare le riparazioni e il refitting dei maxi-yacht, lasciando ad eventuali riparazioni navali il bacino galleggiante.
MA LA SCELTA ha messo subito in agitazione i riparatori navali del Consorzio Bacini Spa, che non ci stanno ad accontentarsi del bacino galleggiante, limitato a navette e non ancora collaudato- dopo anni dalla consegna, al massimo della potenzialità prevista. C’è di più: due giorni fa, per presentare una proposta articolata, il Consorzio ha chiesto all’Authority portuale di poter fare una visita all’area bacini, in compagnia di un proprio legale; e la visita è stata bloccata, con una formale richiesta di chiarimenti sugli scopi. Cosa che al Consorzio non è stata presa bene ed è sembrata un modo surrettizio di tenerli fuori dalla porta. Per il momento non sono ancora state usate le maniere forti — cioè una diffida da parte dello studio legale interessato — ma la situazione rischia di precipitare nelle prossime ore se la visita non sarà consentita. E la visita ovviamente non sarà di per se risolutiva. Il problema dei bacini — di entrambi — dal punto di vista dei riparatori navali (quelli rimasti a Livorno: che sono sempre meno) è che tutte le aree intorno alle due «vasche» sono di competenza del cantiere Benetti; che la stessa alimentazione elettrica degli apparati dei bacini è fornita da Benetti; e che la viabilità di accesso, gli eventuali punti di approccio dei bacini, e l’ubicazione di depositi di materiale non possono essere concepiti indipendentemente dalla Benetti.
MORALE: difficile ipotizzare, allo stato dei fatti, una gestione dei due bacini he esuli da un accordo con Benetti. Il quale cantiere da parte sua non fa mistero che i bacini servono ai suoi super-yachts: e che eventuali interventi di riparazioni navali sarebbero incompatibili sia con il prossimo futuro della «Porta a mare», sia con quello del «marina» del Mediceo, sia infine con tutta la rivalutazione immobiliare che è sottovento ai bacini stessi. In sostanza: difficile pensare che a questo punto la gara sui bacini possa risolversi in modo diverso che l’assegnazione a Benetti. Esattamente quello che l’Authority sembra aver scelto.


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