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La Nazione Piombino - sabato - Nuove conferme per la Concordia: smantellamento in un bacino al porto

 

PIOMBINO ANCHE IL SINDACO ANSELMI RIBADISCE LA NOTIZIA DEL NOSTRO GIORNALE

— PIOMBINO —
IL RELITTO Costa Concordia sempre più vicino al porto di Piombino. Lo smantellamento della carcassa della nave naufragata al Giglio dovrebbe avvenire a Piombino come anticipato oltre un mese fa da «La Nazione». Nei giorni scorsi il presidente della Protezione civile Franco Gabrielli confermò il lavoro in atto per portare la nave, che adesso si trova adagiata davanti al Giglio dopo il naufragio del gennaio scorso, proprio a Piombino. Ieri lo ha confermato il sindaco Gianni Anselmi.
«Stiamo lavorando con il presidente dell’Autorità portuale Luciano Guerrieri per accogliere la Concordia qui a Piombino, come sostenuto anche dal presidente della Regione Enrico Rossi.
QUESTO può aiutare ad accelerare il rilancio del porto e dell’economia della città, con la possibilità di avere anche rottame siderurgico a filiera corta. Il Porto di Piombino è pronto ad accogliere il relitto della Costa Concordia per il suo smantellamento». Il sindaco Anselmi ha affrontato l’argomento durante l’incontro «Le città, il lavoro l’impresa», organizzato dal Pd a sostegno di Pierluigi Bersani per le primarie del partito, che si è tenuto ieri al porto, a cui hanno partecipato Massimo D’Alema, il presidente Enrico Rossi, il segretario del Pd Toscana Andrea Manciulli, e vari sindaci di alcune città industriali della regione. Sulla questione Lucchini e sul polo siderurgico di Piombino il sindaco ha inoltre ribadito la richiesta dell’intervento del Governo.
«DOBBIAMO sottrarre alla grande finanza la questione delle acciaierie - ha concluso Anselmi - perchè un pool di banche non può decidere le sorti di un territorio. Chiediamo l’intervento transitorio del Governo per portare avanti un progetto industriale di rilancio che metta in campo idee condividendole con noi».
E ANCHE D’Alema ha commentato che «Piombino rappresenta un nucleo forte di una classe operaia evoluta in grado non solo di rappresentare la propria città. Oggi questa realtà produttiva senza proprietà vera è minacciata di fronte a progetti incerti e a debolezza di chi dovrebbe prendere in mano la questione, cioè il Governo del Paese. E’ venuto il momento della responsabilità: una richiesta al Governo di assunzione di responsabilità urgente attraverso il commissariamento dell’azienda».
TORNANDO alla Costa Concordia, il progetto prevede la realizzazione di un bacino ad hoc per i lavori.fuori dallo scalo, per poi, al termine della demolizione, completare l’opera di «chiusura» del porto verso la centrale Enel. Il bacino potrà poi rimanere a disposizione dell’Autorità Portuale per altri impieghi futuri.


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