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La Nazione Livorno - sabato - Crociere Piccini e Nardi: «o si libera l'alto fondale o addio»

 

Sulle barricate Porto 2000 e Camera di Commercio
Si rischia di perdere i margini per una grande crescita


— LIVORNO —
E’ PARTITA come conferenza di presentazione di due importanti iniziative promozionali per le crociere del 2013, puntando non solo sulle città d’arte ma anche sulle eccellenze eno-gastronomiche del territorio costiero, Elba compresa: iniziative al Seatrade di Marsiglia e a quello, più in là, di Miami. E’ finita che, proprio sulla parte portuale del problema, cioè l’irrisolta «querelle» degli accosti all’Alto Fondale, siano saltati fuori tanti sassolini dalle scarpe sia del presidente della Camera di Commercio Roberto Nardi, sia di quello della Porto 2000 Roberto Piccini. Della serie: basta tira-e-molla tra esigenze diverse, basta rinvii delle scelte, basta posticipare le decisioni con l’alibi del piano regolatore del porto: parafrasando Garibaldi, qui si fa un terminal operativo per i grandi cruiser o si muore. E si muore presto: a fronte di un 2013 che ancora promette ben 493 arrivi e un ulteriore salto rispetto a un milione di passeggeri recentemente festeggiato, il 2014 si presenta con un forte aumento della concorrenza dai porti vicini, a cominciare da La Spezia. I tempi da sor Tentenna sono esauriti.
CERTO, Piccini non è Garibaldi, e il suo linguaggio è stato più soft. Ma la sostanza non cambia: non serve aspettare il piano regolatore — ha detto — per «liberare» l’Alto Fondale per le crociere, basta il piano operativo Triennale (Pot). L’importante è superare l’ipocrisia degli accosti riservati “prioritari”, che lasciano sempre le banchine a mezzo servizio con le merci e non consentono di fare investimenti sull’accoglienza. Malgrado la tensostruttura e malgrado qualche tentativo di ripulitura, oggi l’Alto Fondale è una banchina merci e vi si fanno sbarcare tra buche, gru rugginose e polvere o pozzanghere, passeggeri che scendono da navi lussuose all’eccesso, rutilanti di cristalli, di marmi e di arredi d’arte. Una mortificazione non solo per Livorno ma per tutta la Toscana. Messaggio chiaro alla Port Authority: scegliere vuol dire anche scontentare chi difende «rendite di posizione» che non hanno più senso.
MESSAGGIO ribadito da Roberto Nardi, assai meno diplomatico di Piccini: «Continuare l’assurdo di rispettare concessioni con un utilizzo al massimo al 20% è colpevole e non aiuta nemmeno l’occupazione». Fine delle bordate.
PER IL SEATRADE di Marsiglia, dal 27 al 29 prossimi, nasce «Costa Toscana Cruise» in collaborazione tra Porto 2000, La strada del vino e dell’Olio, l’Authority di Piombino e dell’Elba (che ieri però non s’è vista) e la Camera di Commercio; partecipano, sembra con un profilo un po’ più basso, gli ssessorati al turismo di Livorno e della Provincia e l’Authority labronica (anch’essa non presente alla conferenza). A Marsiglia nello stand comune ci saranno degustazioni eno-gastro-olearie della nostra zona con l’obiettivo di far capire ai cluster delle crociere che la Toscana non è solo città d’arte ma anche eccellenze gastronomiche che valgono la pena di conoscere il territorio. Come ha detto Piermario Meletti Cavallari, presidente delle «Strade», è possibile e necessaria «una promozione completa del territorio» anche perchè nel milione di croceristi cne quest’anno sono sbarcati a Livorno almeno il 30% è rimasto in zona, ma non ha avuto certamente una piena conoscenza delle potenzialità della nostra area.
Antonio Fulvi


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