Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Il Tirreno Piombino - Il relitto smantellato a Piombino

 

Il progetto di Rossi e di Anselmi: ci lavoreranno 300 persone per tre anni. Entro ottobre la rimozione
 
di Giorgio Pasquinucci PIOMBINO «Porteremo la Concordia in porto», ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi intervenendo all'iniziativa del Pd con Massimo D'Alema che si è svolta ieri mattina nel capannone della Smepp sulle banchine dello scalo piombinese. E questo progetto lo aveva svelato poco prima anche il sindaco Gianni Anselmi. È molto di più che una voce, a questo punto, la possibilità che il relitto della nave naufragata al Giglio sia trasportato e smantellato proprio a Piombino, il porto più vicino all'isola. E mercoledì Rossi, Anselmi e il presidente dell'Autorità portuale Guerrieri hanno partecipato a Roma ad un incontro con il ministro dell'Ambiente Clini e il capo della Protezione civile Gabrielli. Sul tavolo un progetto già pronto, anzi due, per consentire al porto di Piombino di accogliere quel gigante di acciaio. Quello minimo prevedeva l'escavazione di un canale, la creazione di un piccolo bacino per permettere di rimorchiare la Costa Concordia all'interno della vasche di riempimento già realizzate e lì smantellarla. Ma le preferenze stanno convergendo verso un piano più complesso che non solo prevede l'escavo a tempo record dei fondali fino a meno 20 metri, ma anche la realizzazione di un molo che anticiperebbe gli interventi di ampliamento previsti dal piano regolatore portuale. La grande diga a Nord, prevista dalle radici della Chiusa di Pontedoro fino ad abbracciare quasi tutto il porto industriale. «Ci stiamo lavorando», risponde il presidente Rossi all’incalzare della nostre domande. Un minimo di prudenza necessaria per evitare di vendere la pelle prima che l'orso sia ucciso. Ma il dato certo è che il progetto concreto esiste, è stato valutato dai tecnici del ministero dell'Ambiente e dalla Protezione civile. E le cose sono così tanto avanzate che in campo è già entrata anche l’Asiu che si dovrebbe occupare di organizzare lo smaltimento dei materiali. Proprio come prevede la legge, visto che dal momento in cui la Concordia riprenderà a galleggiare sarà considerata un rifiuto speciale da smaltire. «Le istituzioni, al di là di aspetti da approfondire, si sono già espresse in modo favorevole al progetto – dice il sindaco Anselmi – a questo punto deve decidera la Carnival, la società americana proprietaria della Costa, a cui spetta l'onere della rimozione e quindi la scelta del progetto». Che cosa significherebbe smantellare la Concordia nel porto di Piombino? «Trecento persone al lavoro per tre anni», valuta il sindaco Anselmi. «Non vogliamo certo speculare sulle tragedia – aggiunge – ma questa sarebbe un’opportunità per le imprese del territorio colpite da una dura crisi». Il nemico più temibile è il tempo. La Concordia dovrà essere rimossa dal Giglio entro ottobre del prossimo anno. Si dovrà agire con procedure di urgenza e usando tutti i poteri conferiti al commissario straordinario Gabrielli per poter arrivare in tempo con le opere da realizzare a Piombino.


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Ricerca Innovazione

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP