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Il Tirreno Livorno - sabato - Rossi contro Cosimi: «Accuse assurde»

 

Il governatore replica duramente al sindaco: sempre avuto attenzione per Livorno, sulla Provincia non ho responsabilità
 
GUERRA DEL CAPOLUOGO
 
la replica alle accuse Sulla questione del capoluogo il ruolo che Cosimi riveste nell’Anci gli dà anche più modi per far sentire al governo la sua voce
 
LIVORNO «Capisco che il sindaco Cosimi si trovi da qualche tempo in difficoltà ma che scarichi tutto ciò sul presidente della Regione non è assolutamente accettabile». Ci ha pensato un po’ sopra Enrico Rossi, poi a metà pomeriggio ha deciso il contrattacco. Toni durissimi, inconsueti, che segnano una lacerazione profonda tra il presidente della giunta e il primo cittadino. Che esplodono intorno alla vicenda del capoluogo di provincia ma probabilmente vengono da più lontano, da un rapporto da tempo non facile. A scatenare lo scontro è comunque la querelle intorno al capoluogo della nuova maxi provincia. Due giorni fa, infatti, il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi ha parlato esplicitamente delle pressioni che sta subendo da ogni parte per cambiare gli assetti delle province rispetto a quanto deciso dal Consiglio dei ministri. E in un tweet ha detto chiaramente: «Siamo arrivati a richieste di deroga incredibili, tipo: deroga per le città che hanno torri pendenti!». Per Cosimi quella frase del ministro è la chiarissima prova di una manovra sempre sospettata per portare il capoluogo a Pisa, un’ipotesi diventata possibile dopo che all’ultimo momento nel decreto legge è stato inserito che i Comuni capoluogo possono decidere a maggioranza il capoluogo superando il criterio della città con più abitanti che vale in via di principio. Una manovra che questa volta il sindaco Cosimi ha detto chiaramente potrebbe avere nel governatore un ispiratore. «Così, non va bene, ci indicano chi fa pressioni. Voglio sapere nomi e cognomi. Se è il governatore Rossi come tutti dicono oppure qualcun altro», ha dichiarato al Tirreno. L’attacco questa volta è andato di traverso al presidente della Regione che ha appunto dettato parole di fuoco. «Intanto, trovo assolutamente fuori luogo il tweet del ministro Patroni Griffi. Se ha pressioni da denunciare dica chiaramente da chi vengono. Ma soprattutto – va giù duro Rossi - mi meraviglia che il sindaco di Livorno davanti alle difficoltà che si trova a vivere e che comprendo individui il presidente della Regione come terminale. Vorrei sottolineare che io ho sempre avuto una grande attenzione per i problemi di Livorno, impegnando la Regione nella risoluzione di molti. Ma sul tema della Province credo che il sindaco Cosimi, che è nel direttivo nazionale dell’Associazione dei comuni, abbia sicuramente più modi di me per far sentire sul governo la propria voce. Gioca insomma un ruolo decisamente più importante del mio. E sinceramente io ho avuto cose più importanti di cui occuparmi in questi ultimi tempi: il bilancio della Regione, la gestione dell’alluvione e la campagna elettorale per Bersani». Lo scontro intorno alle Province era nato dopo l’uscita del presidente della Regione che immaginando la Toscana divisa in tre aree vaste aveva indicato Pisa, nonostante il minor numero di abitanti che è da sempre il criterio di scelta, come il capoluogo ideale per quello della costa. Da qui la dura reazione di sindaco e presidente della provincia di Livorno, salita ancora di intensità una volta uscito il decreto legge che contiene una postilla che consente a maggioranza di scegliere il capoluogo. Per Livorno una chiara operazione pro-Pisa sostenuta da Rossi. Che non ci sta e risponde per le rime.


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