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La Nazione Livorno - sabato - «Premete sui parlamentari per modificare il decreto»

 

L’ira di Cosimi : «I pisani ci hanno tradito anche Il sindaco serra i ranghi
di MONICA DOLCIOTTI


— LIVORNO —
IL SINDACO sale sulle barricate e invoca l’unità delle forze politiche per dare una spallata al complotto che (l’indice viene puntato da più parti contro l’infida Pisa, di cui Cosimi ha ricordato il tradimento durante il Risorgimento a vantaggio dell’invasore austriaco) sta portando l’amata Livorno a perdere la corona di capoluogo dentro la macro provincia Livorno, Pisa, Massa-Carrara e Lucca.
DUE LE MOSSE del sindaco: «Invito tutti i partiti a chiamare i loro parlamentari, per primo il senatore Marco Filippi, perché facciano modificare il decreto legge 188 del 2012 per il riordino della province che ha scavalcato la normativa precedente in base alla quale Livorno restava capoluogo di provincia perché con più abitanti». Il sudetto decreto invece ha ribaltato la situazione per cui negli accorpamenti di più di due province saranno le assemblee elettive dei comuni a maggioranza a designare il capoluogo di provincia. Seconda mossa: «Propongo di emendare il documento approvato di recente in consiglio alla unanimità a sostegno di i Livorno capoluogo inserendo la richiesta che in Parlamento sia tolta dal decreto governativo la norma per la scelta del capoluogo predominante a maggioranza». Per tale ragione ieri è stato deciso di aggiornare la votazione a lunedì. E slitterà a lunedì anche la discussione sulle due mozioni: quella di Bruno Tamburini del Pdl i per chiedere che il sindaco «pretenda con foza e determinazione la conferma della legittima posizione di Livorno quale capoluogo della macroprovincia». E quella del gruppo Pdl-Liberal (firmata da Marco Taradash, Attilio Palmerini e Gionata Giubbilei) in cui si propone «la costituzione delle province Lucca-Massa e Pisa-Livorno» e di rigettare «l’ipotesi di aggregazione della quattro province in un unico assemblaggio disomogeno».
SE LUNEDì sarà raggiunto un accordo bipartisan sulla proposta del sindaco, allora le mozioni potrebbero essere ritirare. E tanto per sottolineare l’importanza della posta in gioco, il sindaco ha messo in guardia: «I partiti che non solleciteranno i loro parlamentari a chiedere la modifica del decreto 188» e tra questi ha citato «il senatore Matteoli che ci ha già fatto perdere i soldi per il lotto zero» in sostanza «se ne assumeranno la responsabilità. Noi del Pd ci batteremo con tutti i mezzi». E contro il Pd ha puntato l’indice Marco Taradash: «Se in Regione il 22 ottobre si fosse deciso a favore dell’accorpamento solo tra provincia di Livono e Pisa questa discussione non ci sarebbe adesso. Il Pd invece in Regione ha dato il via alla decisioe che ha sfavorito Livorno delegando ogni decisone al Governo. Non so chi sia colui che ha interagito con il Governo per favorire la maxi provincia della Costa, però il sindaco di Pisa ha lavorato molto perché questo accadesse. Per cui ora Livorno si dia da fare insieme a Lucca e Massa per portarle dalla sua parte». Poi «se si fa il paragone con Pisa sul piano economico e culturale, Livorno non ha le caratteristiche per rivendicare il primato di capoluogo». E tanto vale a questo punto, ha concluso «dare attuazione alla mia proposta di fare capoluogo Collesalvetti che baricentrico tra Livorno e Pisa». Marcella Amadio ( Pdl) ha riproposto il consiglio comunale di protesta davanti Palazzo Chigi e «chiedo anche sia fatto lo sciopero fiscale contro le tasse regionali perché Rossi non è il presidente di tutti i comuni, ma della sua cittadella pisana». E subito dopo: «Le parole di Taradash mi fanno pentire di averlo votato come candidato sindaco perché trasudano le connotazione trasnazionali di matrice dei Radicale di cui evidentemente fa ancora parte».


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