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Il Tirreno Livorno - sabato - «Sarà battaglia senza esclusione di colpi»

 

Cosimi ai consiglieri comunali: Filippi presenterà una modifica al decreto, chiedete ai vostri onorevoli di non votare il testo
 
verso la superPROVINCia
 
di Juna Goti LIVORNO «Faremo una battaglia senza esclusione di colpi per dire che questo territorio ha l’autorevolezza per rappresentare la Toscana: è possibile che la Regione voglia restare senza un capoluogo a vocazione marinara?». E subito dopo: «Vi assicuro che io non passerò alla storia come quello che ha riaperto il porto di Pisa dopo che i Medici lo hanno interrato». Ieri mattina il sindaco Alessandro Cosimi ha aperto il consiglio comunale straordinario sul riassetto delle Province comunicando che il senatore livornese Marco Filippi (Pd) presenterà un emendamento per eliminare la frase “salvo il caso di diverso accordo anche a maggioranza” per definire quale sarà la città capoluogo della nuova macro provincia costiera tra Livorno, Pisa, Lucca e Massa. Cosimi, che lunedì spera di incassare l’unanimità del consiglio sul documento pro Livorno capoluogo, ha invitato i consiglieri presenti di ogni schieramento politico «a parlare con i vostri onorevoli perché non votino questo testo». «Non c’è campanilismo nelle mie parole», sottolinea. Poi, riferendosi ai cugini pisani: «Li abbiamo perdonati anche per il conte Ugolino...». «Chiedo solo – riprende il sindaco – che il criterio che vale per tutta Italia valga anche per noi: il nostro è forse l’unico caso di quattro Province storiche che devono mettersi d’accordo per scegliere il capoluogo». Il primo cittadino chiede quindi che «l'incidentale venga tolta» e che «non ci siano accordi o lavorii sottobanco, queste discussioni si fanno nelle aule e non nei corridoi: per decidere chiedo un tavolo pubblico dove chi non vuole stare dentro al criterio nazionale del maggior numero di residenti spieghi perché». È finito, ribadisce, «il tempo delle discussioni sotto i tavolini: non ci possono più essere acquattamenti e neppure richiami all’ordine di partito...». Mentre i consiglieri d’opposizione scatenano la polemica politica sul «poco peso del Pd e delle istituzioni livornesi», Cosimi respinge le accuse di baratto regionale col termovalorizzatore: «Non si baratta nulla, io gioco per vincere». «Ma per questa regione – lancia il messaggio a Firenze – siamo stati più e più volte la soluzione di problemi insolubili: fanghi di conceria, navi dei veleni, emergenza sociale. Non può essere che siamo buoni per l’emergenza e non abbastanza affidabili per il capoluogo». Cosimi torna a lanciare anche l’sos sulla Toscana delle due velocità, con «l’area da corsa» della città metropolitana di Firenze, che in quanto città metropolitana, rispetto alla costa godrà di un filo diretto con l’Europa, in termini di finanziamenti e non solo: «Stanno creando un ciclope, poi non penseranno di portarlo in giro col guinzaglio?». Dopo avere criticato «cavalieri pisani erranti» e «qualche sindaco che va in giro nelle piazze» (si riferisce a Filippeschi?), chiude sottolineando che «il sindaco di Livorno manterrà un atteggiamento istituzionale» e che «non ci può essere una Toscana senza vocazione marinara: se non ci sarà un capoluogo che guarda al mare vorrà dire che la regione abbandona il suo porto».


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