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La Nazione Livorno - Comitato Portuale niente decisioni, ennesimo rinvio

 

Crociere, la montagna ha partorito un topolino
Ci vorranno ancora almeno tre mesi: e nel frattempo?


— LIVORNO —
PER CHI SI ASPETTAVA decisioni sui temi ormai urgenti, ovvero sul porto delle crociere e sulle priorità relative, la montagna del Comitato di ieri ha partorito il topolino del rinvio del tutto al piano regolatore del porto. Ovvero, Gallanti ha detto che le linee strategiche sono stabilite già dal piano, ma che punta a che le scelte «siano al massimo possibile condivise». Niente imposizioni dunque, niente pugni sul tavolo, niente ultimatum. Si va avanti in attesa che il piano abbia approvato il suo «rapporto ambientale definitivo» e poi sia approvato anch’esso secondo le normative, con l’ultimo ok atteso dalla Regione. Altri tre mesi, almeno. E nel frattempo? Poco cambia degli assetti attuali, che potranno essere discussi e confrontati però nella stesura del Pot (Piano operativo triennale) da varare entro dicembre ma che Gallanti vuole anticipare al massimo a fine novembre. Siamo, in sostanza, sulla linea dei solleciti del governatore della Toscana Rossi quando ha chiesto decisioni veloci e definitive? Per Gallanti, sì. Per chi si aspettava una scelta definitiva, come si dice con il pugno di ferro, siamo all’ennesimo rinvio.
I TEMI scottanti sui quali si aspettavano le comunicazioni del presidente della Port Authority non si sono limitati all’Alto fondale e alle crociere. Gallanti infatti ha affrontato anche la delicata questione del richiesto insediamento della Masol, con la sua lavorazione degli oli di palma, alla radice della sponda est della Darsena Toscana. Per Gallanti — che peraltro ha garantito una istruttoria completa e aperta al contraddittorio — la richiesta della Masol non compromette né l’insediamento del Terminal Calata Orlando nelle aree ex Seal (dove la banchina peraltro oggi è ancora da costruire) né il possibile parallelo insediamento nella zona della Nuova Olmec sulla carpenteria pesante per le piattaforme petrolifere. Le due richieste di insediamento potrebbero essere soddisfatte — ha detto Gallanti — dalle aree retrostanti alla ex Seal con vocazione industriale, e con scarsa proiezione sulla futura banchina stessa. Il presidente ha riferito che l’Authority è in trattativa con alcune società «per verificare la loro disponibilità alla vendita delle suddette aree e dei relativi magazzini». Il che apre un nuovo capitolo, perché tra le aree nella zona c’è anche il largo insediamento di Paduletta, della Società porto Industriale del Comune, sulla quale però il sindaco ha ribadito di recente un netto divieto alla vendita. Insomma, tutto da verificare, l’intreccio è complicato. Tra le decisioni invece decise in modo formale, l’ultimo richiamo a «targare» i mezzi operativi delle imprese ex art.16 per evitare il malvezzo di prestarle in giro aggirando le norme, e la riduzione delle imprese autorizzate in porto per l’anno prossimo. Nessuna rivoluzione, solo una limatina: da nove imprese a otto. Pugno di velluto in guanto di seta pura.
A. F.


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