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La Nazione Livorno - «Area meno pericolosa con le opere della discarica»

 

LA VALUTAZIONE DEL «CTU» C’É IL PROBLEMA DELLA STRADA
Il perito nominato dal tribunale risponde ai residenti


— LIVORNO —
«DICA IL CTU se, tenuto conto delle caratteristicge del terreno ove deve sorgere la discarica e delle modalità di realizzazione della stessa, attuate e/o progettate, sussistano i pericoli di danno lamentati dai ricorrenti, per gli immobili di loro prorpietà. In caso positivo indichi specificamente quali sono i rischi per le singole proprietà dei ricorrenti e le eventuali cautele attraverso i quali gli stessi possano essere elisi». E’ questo il quesito che il tribunale di Livorno ha posto al consulente tecnico di ufficio geologo Luciano Sergiampietri in seguito al procedimento 2473/2011 di Stefano Mazzoncini ed altri contro la società Bel-Ma Immobiliare srl. Come aveva anticipato su queste colonne Paolo Bellabarba, a relazione del Ctu — datata agosto 2011 — si snoda su 22 pagine (sul sito www.lanazione.it/livorno) più cartine geologiche e e geomorfologiche relative al Monte La Poggia e fa un’accurata analisi dei rischi per gli immobili. A pagina 21 la risposta al quesito viene articolata in tre punti. 1) Rischio relativo alla franosità dell’area: «Il versante Nw del Monte La Poggia, ai piedi del quale è ubicato il sito d’interesse, è interessato da una propensione al dissesto che in diverse cartografie tematiche è chiaramente indicata. D’altro canto, la lettura della cartografia topografica dell’area mostra chiaramente che qualsiasi movimento franoso avesse a generarsi su tale versante, che circonda su tre lati con forma concava il sito, non potrebbe che interessare la discarica medesima o, al peggio, l’area a valle della medesima, ma non potrebbe in alcun caso interessare le proprietà dei ricorrenti. Inoltre le modificazioni morfologiche conseguenti alla realizzazione della discarica (gradoni a monte del sito) sicuramente mitigano la pericolosità geomorfologica dell’area e costituiscono una zona di sicurezza per la discarica medesima». 2) Rischio derivante da vunerabilità idrogeologica: «Le caratteristiche geologiche dell’area mostrano chiaramente l’esistenza di due domini idrogeologici distinti, quello delle formazioni di Monte La Poggia contenenti un acquifero significativo, separato dalle unità neogeniche dalla faglia di villa Limone all’interno del quale sono ubicate le prioprietà dei ricorrenti. Questo contesto rende improbabile una efficiente comunicazione idraulica tra i due domini e la conseguente influenza della realizzazione e dell’attività della discarica sugli acquiferi appartenenti all’altro complesso». 3) Rischi derivanti da pericolosità sismica: «La zona sismica per il Comune di Livorno è 3S ovvero zona con pericolosità sismica bassa, che può essere soggetta a scuotimenti modesti. L’energia prodotta da attività sismica così definita non sembra compatibile con movimenti orizzontali del suolo capaci di agganciare e lacerare la struttura impermeabilizzante della discarica».
UN PROBLEMA invece viene sollevato sulla sicurezza della viabilità. «La strada che porta all’impianto appare, in effetti, poco adatta a sostenere il traffico pesante, sia per caratteristicge del fondo stradale, che per larghezza della carreggiata. Risulta opportuno provvedere ad un esame del tracciato, prevedendo al ripristino del fondo stradale nei punti di maggiore usura, ove possibile l’allargamento della carreggiata o, in alternativa la craezione di piazzole di scambio, segnalare adeguatamente le curve pericolose e le intersezioni con le proprietà dei frontisti, anche ponendo una segnaletica adeguata».
Michela Berti


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