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La Nazione Livorno - Tremila operai bloccano la Variante Aurelia

 

Grande partecipazione per la manifestazione


— VENTURINA —
TREMILA operai hanno manifestato per salvare l’economia della Val di Cornia. La Variante Aurelia è stata bloccata per oltre un’ora. Erano in tanti ieri mattina a Venturina. Tanti lavoratori della Lucchini, Magona, Dalmine, delle ditte dell’indotto. C’erano i sindacalisti, i sindaci del comprensorio, politici di tutti gli schieramenti, ma soprattutto c’erano gli operai che avevano voglia di gridare la loro rabbia, la speranza di riuscire a venir fuori da questa difficile situazione che va avanti da troppi mesi.
«SE CHIUDE la fabbrica dove vado? — ci ha detto un operaio —ho 50 anni e devo mantenere la famiglia». Questo è quello che lega ognuno di loro, una famiglia da mantenere, un mutuo da pagare, una vita da costruirsi per tanti giovani che speravano di aver trovato il lavoro sicuro, «e pensare che solo alcuni anni fa qui si produceva e si guadagnava e mai avrei pensato di trovarmi a manifestare per evitare la chiusura» racconta un operaio. E ieri mattina, fiduciosi anche dopo la convocazione al ministero ottenuta dal sindaco di Piombino Gianni Anselmi dopo essere salito sul tetto di un capannone, sono arrivati a Venturina al cavalvia di via Cerrini, otto pullman dalle portinerie degli stabilimenti, poi tante auto. Sindacalisti soddisfatti per la numerosa partecipazione. E numerose erano anche le forze dell’ordine in tenuta antisommossa.
IL TIMORE era che gli operai potessero bloccare la ferrovia, come era già accaduto nel ‘92 ai tempi dei 38 giorni di sciopero contro la privatizzazione. Niente ferrovia (tra l’altro dalle 10 alle 11 non ci sono praticamente convogli in transito), perchè poco prima delle 10 il corteo ha cambiato i piani. «Questo corteo non è autorizzato» ha urlato un dirigente della Questura quando ha visto che in tremila stavano dirigendosi da via Cerrini verso la Variante. Un avvertimento «di rito», i poliziotti si sono limitati a seguire i manifestanti a distanza, non ci sono stati mai momenti di frizione. Dopo pochi attimi di stop, la marcia è proseguita: direzione svincolo Variante Aurelia.
E Lì GLI OPERAI hanno prima bloccato la Variante in una direzione, poi alcuni hanno saltato in muretto che divide le carreggiate e anche l’altra corsia è stata bloccata. Un’ora e mezzo di traffico paralizzato e deviato agli svincoli di San Vincenzo sud e di Riotorto. Tutto il traffico pesante si è così riversato su Venturina, rallentando notevolmente la normale viabilità.
SE A NOVEMBRE dello scorso anno la città di Piombino, i tanti studenti, commercianti, si strinsero intorno agli operai, scendendo in piazza, questa volta in strada a manifestare c’erano tutti uniti quei lavoratori, forse per la prima volta in questi mesi di lotta. C’erano i dipendenti delle Acciaierie Lucchini della Magona (gruppo Arcelor Mittal), di Tenaris-Dalmine. E poi c’erano i lavoratori della Sol (Società ossigeno liquido), della Edison, delle ditte appaltatrici, dei servizi (dalle mense alle pulizie, alla sorveglianza). Tutti uniti dal fatto che se dovesse fermarsi l’altoforno si avvierebbe un effetto domimino che potrebbe travolgere tutte le raaltà occupazionali di Piombino e di larga parte della Val di Cornia. Non solo.
INSIEME ai sindaci di Piombino, Campiglia, Suvereto e San Vincenzo c’erano anche i sindaci di Follonica e Castagneto Carducci e l’onorevole Silvia Velo. «Abbiamo duecento persone che lavorano nel polo siderurgico di Piombino — spiega Fabio Tinti, sindaco di Castagneto — duecento famiglie in un comune di ottomila abitanti non sono poche, amche noi siamo molto legati alla sorti delle Acciaierie ed è per questo che siamo qui in piazza a dare il nostrro sostegno».
Maila Papi


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