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La Nazione Piombino - Lucchini, da Roma qualche spiraglio
Piombino: sindaco al ministero, in tremila bloccano la variante Aurelia
VENTURINA (Li)
C’ERANO tutti. Perché questa crisi rischia di spazzare via un intero polo siderurgico. Chiudere un’esperienza industriale che, per restare all’era moderna, a Piombino è iniziata nel 1891 con la nascita della Magona d’Italia, otto anni prima della Fiat. Tremila operai hanno manifestato per salvare l’economia della Val di Cornia. La Variante Aurelia è stata bloccata per oltre un’ora. Lavoratori della Lucchini, Magona, Dalmine, delle ditte dell’indotto. Insieme a loro i sindacalisti, i sindaci del comprensorio, politici di tutti gli schieramenti, ma soprattutto c’erano gli operai che avevano voglia di gridare la loro rabbia, la speranza di riuscire a venir fuori da questa difficile situazione che va avanti da troppi mesi. «Se chiude la fabbrica dove vado?», dice un operaio, «ho 50 anni e devo mantenere la famiglia». Una storia come tante altre, una storia vera. Un’ora e mezzo di traffico paralizzato e deviato agli svincoli di San Vincenzo sud e di Riotorto. Tutto il traffico pesante si è così riversato su Venturina, rallentando notevolmente la normale viabilità. Un po’ di tensione durante il corteo, il sindaco Gianni Anselmi, dopo essere salito sul tetto del capannone Lucchini per avere un incontro al ministero, è riuscito a parlamentare con un gruppo di «irriducibili» che non volevano lasciare la superstrada. «Abbiamo fatto una magnifica manifestazione, non creiamo incidenti», ha spiegato agli operai. E nel pomeriggio il sindaco di Piombino ha avuto un primo incontro con i tecnici del ministero a Roma in vista del confronto con i ministri Passera e Clini del 18 ottobre. Anselmi, uscendo dal ministero dello Sviluppo economico, si è dichiarato soddisfatto per l’apertura di un percorso concreto che porti ad inviduare soluzioni in materia di bonifiche, infrastrutture e politica industriale.
PERCHÉ è chiaro che, in assenza di un quadro normativo ben preciso, è difficile trovare investitori per le acciaierie, lo spettro Ilva è dietro l’angolo. E intanto anche il consiglio regionale della Toscana ha approvato una mozione bipartisan per la creazione di un tavolo permamente sull’emergenza Piombino.
Maila Papi
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