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La Nazione Livorno - «Cilp» fa causa alla Porto 2000

 

Crociere, altro che tutti uniti
Compagnia su tutte le furie per una mancata «precedenza» all’Alto Fondale
di ANTONIO FULVI


— LIVORNO —
PROGETTO porto delle crociere, il giorno dopo lo «schiaffo» del governatore Rossi alle istituzioni delegate: reazioni ufficiali poche, ma c’è tensione sia nel sindacato — che preannuncia pressioni — sia in particolare tra gli imprenditori. E la notizia ora è che ci sarà uno strascico legale alla decisione della Port Authority di dare, qualche giorno fa, la precedenza di accosto a due navi da crociera rispetto a una di cellulosa e a una di supply militari, che hanno dovuto attendere un giorno in rada. La Cilp ha infatti inviato formale richiesta di danni alla Port Authority attraverso uno studio legale di Pisa, sottolineando che la banchina ad Alto Fondale, sulla quale sono state «operate» in modo prioritario le navi da crociera, è ancora in sua concessione e la priorità doveva essere data alle «sue» navi. La notizia è riservata, ma sul porto i segreti durano poco e si è scatenata la ridda delle reazioni.
LA PORTO 2000 si fa forte delle dichiarazioni rilasciate al convegno di martedì dagli esponenti di due importanti società delle crociere (Michael Nestour e Francisco Reddel rispettivamente di Carnival e di Royal Caribbean) secondo i quali il 2013 è ormai perso e se non ci sarà un vero porto delle crociere nel 2014 Livorno avrà perso la sua sfida nel settore. Roberto Piccini, presidente della società, a sua volta ricorda che la concessione dell’Alto Fondale alla Cilp è in effetti ancora esistente e va al 2024, ma può essere impugnata se la manutenzione della banchina e degli altri beni relativi non è stata fatta come da contratto. Lasciando capire che forse esistono problemi su questo «dettaglio». Poi le iniziative degli imprenditori privati: sempre sull’Alto Fondale, viene confermata la notizia anticipata ieri secondo la quale la Cilp si appresta a presentare formalmente all’Authority un proprio progetto di «terminal crociere» sull’Alto Fondale, in joint-venture con una delle più importanti agenzie marittime delle crociere sia a livello locale che nazionale. Un «siluro» contro le aspirazioni della Porto 2000, che peraltro si fa forte dell’essere emanazione diretta di due istituzioni pubbliche, la stessa Autorità portuale e in quota minoritaria della Camera di Commercio.
SU QUESTO piano, le dichiarazioni rilasciate al convegno da Roberto Nardi, presidente camerale, sembrano fatte apposta per tagliare le speranze di chi (Cilp compresa?) sperava in una prossima privatizzazione della Porto 2000 attraverso una gara: la Porto 2000 non si privatizza nelle attuali condizioni — ha ribadito Nardi — finchè non avrà un assetto il porto delle crociere che le darà il giusto super-valore. Nardi ha più volte fatto capire che se l’Authority volesse procedere a privatizzare la sua parte, sarebbe la Camera di Commercio la prima a concorrere (diritto di priorità) per fare incetta delle quote. In questo quadro di incertezze, lo «schiaffo» di Rossi sembra aver smosso poco.


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