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La Nazione Piombino - Il sindaco sul tetto per difendere la Lucchini

 

PIOMBINO A RISCHIO CHIUSURA LE ACCIAIERIE ORA IN MANO ALLE BANCHE: MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO ANDREBBERO PERSI

Dopo otto ore a 30 metri di altezza la convocazione del governoE il primo cittadino scende


PIOMBINO
ALLE SETTE della sera, mentre l’oscurità avvolgeva il gigantesco capannone delle siviere, è arrivata la convocazione ufficiale del ministero dello sviluppo economico. Oggi primo incontro «tecnico» alle 15 al ministero e poi, il 18 ottobre, con il ministro Corrado Passera. A quel punto, dopo otto ore abbondanti passate sul tetto, a trenta metri d’altezza, il sindaco di Piombino Gianni Anselmi è sceso a terra insieme ai tre sindacalisti delle Rsu Mirko Lami della Fiom, Lorenzo Fusco della Uilm e Sergio Cardellini della Fim che lo avevano accompagnato nell’eclatante protesta. Tutto era iniziato ieri mattina intorno alle 11. Un vero e proprio blitz messo in atto dal primo cittadino, stanco dei continui rinvii sulla questione della crisi siderurgica di Lucchini e Magona e più in generale di tutto il polo piombinese. «La situazione del polo industriale di Piombino è giunta ad un punto gravemente critico — ha detto Anselmi — non è più rimandabile un intervento concreto del Governo. La vicenda di Piombino non appare meno degna di attenzione rispetto a quella di Taranto per urgenza e gravità». «Non vogliamo assistenzialismo — ha precisato il sindaco — ma che il Governo sciolga nodi di bonifiche, infrastrutture e competitività di questo territorio. Chiediamo sviluppo progettuale, non assistenza». A rischio ci sono migliaia di posti di lavoro. Almeno tremila direttamente, ma che diventano seimila se si prende in considerazione tutto il comparto siderugico piombinese. Lucchini perde circa 15 milioni al mese e il consorzio di banche che ha in mano il gruppo dopo aver recentemente ricapitalizzato l’azienda con 100 milioni di euro, potrebbe non essere disposto a continuare a spendere. Per questo si teme nel giro di pochi mesi un commissariamento e la chiusura: per essere competitiva la fabbrica ha bisogno di avere alti volumi di produzione, marciare a basso ritmo equivale a perdere. Il gesto del sindaco Gianni Anselmi ha subito riscosso la solidarietà da parte del mondo istituzionale, sindacale e della politica. I sindaci dei Comuni della Val di Cornia sono rimasti sotto il capannone per quasi tutto il giorno, il presidente della Toscana Enrico Rossi ha chiesto la Governo di istituire una task force. Nichi Vendola e Pierluigi Bersani hanno telefonato ad Anselmi esprimendo il loro sostegno e vicinanza. Il lavoro di collegamento a Roma però è stato compiuto dalla deputata Pd, Silvia Velo (ex sindaco di Campiglia Marittima) che ha tenuto i contatti con lo staff di Passera e del ministro dell’ambiente Clini. Anche il consiglio di amministrazione Lucchini ha diramato una nota per dire che l’istituzione di un tavolo ministeriale è un fatto positivo in un quadro di crisi difficile. A sera è arrivata la convocazione a Roma, ma in Val di Cornia la mobilitazione non si ferma. Stamani ci sarà una manifestazioone degli operai con inizio del corteo a Venturina a due passi dalla Variante Aurelia e dalla linea ferroviaria tirrenica. Non è escluso che si tenti di bloccare o comunque rallentare il traffico su queste due direttrici. «Questa — ha detto un operaio mentre osservava il sindaco sul tetto del capannone — per noi è la battaglia della vita, non possiamo perderla».
Luca Filippi


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