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La Nazione Rosignano - Solvay gioca d'anticipo sul tavolo regionale

 

ROSIGNANO IL «NO» ANNUNCIATO AL DISSALATORE

L’alternativa? «Utilizzare meglio l’acqua del fiume»
di CINZIA GORLA


— ROSIGNANO —
UN FATTO è certo. A Solvay piace giocare d’anticipo con la Regione. Lo fece a febbraio, quando con un comunicato stampa annunciò la cassa integrazione per ventitre lavoratori di Ponteginori proprio alla vigilia del tavolo convocato dagli assessori Bramerini e Simoncini. Avvertendo che, perdurando la situazione – mancato rinnovo di Cecina e Poppiano da parte della Regione oltre all’ordinanza di stop di Volterra – il provvedimento sarebbe stato esteso anche a via Piave. Le concessioni, e la conseguente sospensione di cassa integrazione, arrivarono a maggio. E in questo anno del centenario a dir poco movimentato Solvay ha giocato d’anticipo anche l’altro ieri, stavolta in conferenza stampa.
RESPINGENDO il dissalatore ancora alla vigilia del tavolo regionale previsto domani in cui gran protagonista sarà proprio il dissalatore (oltre all’accordo per la Val di Cecina), rilanciato nei giorni scorsi dalla Regione che durante il vertice Pd di Rosignano ha annunciato di aver commissionato studi sulle nuove tecnologie. «Leggeremo con interesse lo studio che la Regione ha commissionato», ha replicato il direttore Michelle Huart. Definendo il dissalatore uno spreco di risorse e, nel respingere le accuse di prosciugare il fiume Cecina, proponendo, in sostanza, di valutare come utilizzare l’acqua dolce del fiume prima che diventi salata. Una proposta che riporta al progetto Idros che prevede la creazione di un bacino per utilizzare le acque di piena del Cecina. Un progetto Idros che la Regione ha rimesso in gioco nella Conferenza dei Servizi di marzo prescrivendone l’entrata a regime entro ottobre 2016.
IL NO al dissalatore viene motivato da Solvay sempre con quello studio del 2003 che ne evidenziava costi alti e dunque prodotto finale non competitivo nonché impatto ambientale. Un no che Solvay aveva già espresso a luglio in commissione consiliare ambiente del comune. Poi, dicevamo, il rilancio della Regione nei giorni scorsi e adesso il no forte e chiaro. Accompagnato da una difficoltà nel parlare del futuro a Rosignano dato che, ha evidenziato la Huart, il contesto è di incertezza, con il rinnovo di autorizzazioni di sei mesi in sei mesi e la competitività persa per la difficoltà a reperire le materie prime. E chiarendo bene al sindaco Franchi - che dichiarò come punto di riferimento suo e del governatore Rossi sarebbe stato solo la casa madre a Bruxelles per conoscere le intenzione del gruppo su Rosignano – che può andare dove gli pare, a Bruxelles, Milano o Rosignano, tanto troverà la stessa risposta ovunque.


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