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La Nazione Livorno - Crociere, la Porto 2000 rischia lo scippo

 

E poi il clamoroso schiaffo di Rossi
Tanto «interesse» intorno all’Alto Fondale. Il governatore: «Decidetevi»
di ANTONIO FULVI


— LIVORNO —
LO SCHIAFFO è stato di quelli che bruciano. E così l’hanno preso i destinatari: cioè istituzioni, sindacati, imprenditori portuali veri e quelli dei «pollai». Lo schiaffo l’ha dato Enrico Rossi, governatore della Toscana, in chiusura del convegno sulle crociere a Livorno. Nella sostanza: «Basta tentennamenti, rinvii, consultazioni: la democrazia è un fatto serio, ma l’economia richieste anche decisioni. Dovete scegliere che cosa volete fare sul porto, altrimenti il declino continuerà senza altre soluzioni». In altre parole: decidere, decidere, decidere. Esattamente quello che il porto non fa da oltre un anno — ma certo la città non l’ha aiutato — sulla diatriba delle banchine contese tra crociere e forestali, sul piano regolatore nuovo, sulle scelte urbanistiche: insomma, su quello che il porto vorrebbe essere da grande, in una realtà che lo vede invece diventare sempre più piccolo, ovvero marginale.
ROSSI ha parlato per ultimo, in un convegno — nella bellissima «location» della Fortezza Vecchia — che si è presto sdoppiato in due filoni: la parte politico-programmatoria, con le istituzioni che bene o male hanno svolto il loro compitino di casa cercando di valorizzare quanto fatto (e di giustificare quanto non fatto): e la parte tecnico- economica, con tanti dati sul valore anche in soldoni che le crociere riversano sul territorio (ne parliamo a parte). Ha aperto i lavori Roberto Piccini, presidente della Porto 2000 che gestisce le crociere. Pugno di velluto nel guanto di velluto, bisognerebbe dire: perché sul fatto che da anni chiede banchine che non gli danno e propone progetti che non passano, l’ha presa alla larga, raccomandandosi anche sulle «scelte culturali» di favorire un turismo ricco che fa bene all’intera Toscana. Ma alla fine anche lui ha presentato il conto: nel 2013 pagheremo le non scelte con un calo delle crociere, prepariamoci almeno al 2014, senza con questo voler penalizzare altre componenti della portualità. Nei saluti del presidente della Provincia Giorgio Kutufà e del sindaco Alessandro Cosimi (giunto a convegno iniziato e subito dopo l’intervento sparito) le possibilità non sfruttate ad oggi dalle crociere, gli impegni dei propri enti, la necessità diu essere coesi.
COSIMI s’è anche levato un sassolino dalle scarpe: sullo striscione che ha contestato per immobilismo e speculazion il Comune, ha detto che se le proteste vanno contro le istituzioni, cioè contro la rappresentanza della stessa città, «è finita la corsa». Anche lui ha usato il refrain: decidere, forse rivolto anch a se stesso, o meglio al suo apparato. L’ammiraglio Ilarione Dell’Anna, direttore marittimo della Toscana, ha toccato i temi della sicurezza. Roberto Nardi, presidente camerale, ha ricordato che la Porto 2000 può essere un asset strategico, ma va privatizzata — altro tema su cui in molti si scannano — solo dopo averla valorizzata. Infine Giuliano Gallanti, presidente dell’Authority, ha relazionato sullo status del piano regolatore del porto, rivendicandosi di essere stato il primo presidente a impostarlo. Poi è toccata ai tecnici e a due rappresentati delle crociere. E quindi, in chiusura prima dei pasticcini e del ponce, la sferzata di Rossi. «La Regione c’è, può metterci anche risorse — ha detto — ma prendete decisioni su cosa fare nel porto, del porto e dei suoi costi: altrimenti il declino sarà certo».


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