Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Il Tirreno Piombino - Lucchini verso il crac il sindaco sale sul tetto

 

Anselmi con gli operai a 30 metri d’altezza, poi la convocazione del governo «Ora misureremo la volontà dell’esecutivo, pronto a tornare sul capannone»
 
PIOMBINO»PROTESTA CLAMOROSA
 
di Giorgio Pasquinucci PIOMBINO «Non scendo da qui fino a quando non sarò convocato dai ministri Passera e Clini». Il sindaco di Piombino Gianni Anselmi è salito ieri mattina verso le 11 su un alto capannone della Lucchini vicino alla direzione per sollecitare soluzioni concrete alla crisi del polo siderurgico piombinese (Lucchini e Magona) ma più in generale per il rilancio economico del territorio. Una giornata ricca di tensioni, stressante per il sindaco e per i tre coordinatori della Rsu Lucchini Mirko Lami, Sergio Cardellini e Lorenzo Fusco saliti con lui su un capannone alto una trentina di metri. Poco prima della 19 l’epilogo. Dalla segreteria del ministero dello Sviluppo è arrivata l’attesa telefonata: il sindaco sarà ricevuto domani alle 15 a Roma dagli alti dirigenti dei ministeri, mentre si sta organizzando un incontro diretto. Il ministro dell’ambiente Clini ha ufficialmente annunciato a tarda sera che entro la settimana incontrerà il sindaco di Piombino per affrontare i problemi legati «alla continuata produttiva e quelli del risanamento ambientale». Probabilmente lunedì prossimo potrebbe svolgersi anche quello con il ministro dello Sviluppo economico Passera. Il sindaco è dunque sceso poco prima delle 20 dal capannone, dichiarando raggiunto il primo obiettivo: accendere un faro sulla vicenda Piombino. «Misureremo domani (oggi per chi legge) le concrete volontà del governo, pronti, nel caso non arrivassero soluzioni, a risalire sul capannone». Per tutto il giorno Anselmi è rimasto attaccato al suo cellulare per rispondere alle domande dei giornalisti della carta stampata e delle tv di tutta Italia, ma anche per incassare la solidarietà e l’appoggio di personaggi di primo piano della politica nazionale: da Bersani a Vendola, da Veltroni al responsabile economico del Pd Fassina. Intanto a Roma l’onorevole Silvia Velo parlamentare del Pd della zona, faceva pressione sui ministeri, nonostante che Passera e Clini fossero praticamente blindati nel consiglio dei ministri per discutere sulla legge di stabilità. «Sono salito sul tetto – ha dichiarato Anselmi – non soltanto per difendere Lucchini e Magona. Non è un obiettivo settoriale il nostro: è venuto il momento di cambiare passo sulla questione Piombino, affrontando in modo operativo problemi che coinvolgono non solo i lavoratori dell’industria, ma anche commercianti, artigiani e professionisti che vivono in questa città. In gioco c’è l’intera economia di un territorio che ha la necessità di affrontare temi come quello delle infrastrutture, del porto, delle bonifiche e del riuso delle aree industriali dismesse. Sul tetto sono salito per rappresentare tutta la comunità». Fin dal mattino si sono radunati sotto il capannone sindacalisti, i sindaci di San Vincenzo Biagi, di Campiglia Soffritti, di Suvereto Pioli, di Follonica Baldi. Nel primo pomeriggio poi le Rsu hanno deciso di proclamare uno sciopero di un’ora. Alle 16 nel piazzale sono arrivati i lavoratori (esclusi quelli dell’area a caldo i cui impianti hanno continuato a funzionare) e si è svolta un’assemblea. A parlare per tutti il segretario della Fiom Luciano Gabrielli. Un’iniziativa, quella del sindaco, in linea con le richieste della manifestazione di stamani a Venturina. «Il governo deve intervenire in questa situazione per affrontare i problemi della siderurgia a ciclo integrale: a Piombino, a Taranto, come a Trieste. Il possibile acquirente della Lucchini deve sapere cosa il governo è disposto a mettere per le bonifiche, le infrastrutture e il risparmio energetico a cui è interessata direttamente la Magona». Non c’è più tempo da perdere, secondo Gabrielli «visto che circolano voci di una divisione nel Cda della Lucchini tra chi vorrebbe accelerare i tempi per dichiarare il fallimento e chi invece lavora per guadagnare tempo». Una dichiarazione allarmante, anche perché la gravità della situazione della Lucchini è confermata da una nota del Cda: «Trovare una soluzione economicamente sostenibile per un impianto che genera una perdita di oltre 15 milione al mese e doveroso – sottolinea il vertice aziendale – Ma occorre considerare anche che oggi l’industria siderurgica deve fronteggiare una crisi particolarmente grave e una competizione globale schiacciante. È quindi il momento di aprire un vero fattivo confronto con le parti, l’amministrazione locale e le istituzioni nazionali, per trovare la migliore delle possibili soluzioni».


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Formazione

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP