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Il Tirreno Piombino - Oggi sarà a Roma ma niente ministri, incontra i funzionari

 

Il confronto con Passera e Clini slitta di qualche giorno solo per un problema (sembra) di agenda politica
 
di Ilaria Bonuccelli Oggi in via Veneto, a Roma, Gianni Anselmi potrà parlare di acciaio negli uffici di Corrado Passera. Il ministro dello Sviluppo economico probabilmente non ci sarà. E neppure quello dell’Ambiente, Claudio Clini. Hanno una riunione di governo sulla Finanziaria e non possono mancare. All’incontro con il sindaco di Piombino, costretto a salire a 30 metri di altezza per riportare l’attenzione sulla ex Lucchini e la crisi del secondo polo siderurgico italiano, ci saranno «gli alti funzionari» dei ministeri. Con una missione precisa: concordare «il calendario degli impegni futuri». Fra i quali spicca un incontro, possibilmente congiunto, con Passera e Clini. Magari anche lunedì. Forse anche prima. Il ministro dell’Ambiente, infatti, in una nota diffusa ieri a metà pomeriggio, quando da ore Anselmi denunciava l’indifferenza del governo per le sorti della siderurgia toscana, ha dato la disponibilità a incontrare il sindaco di Piombino «entro la fine della settimana per esaminare congiuntamente le problematiche connesse alla continuazione delle attività industriali nell’ambito dei programmi per il risanamento ambientale dell’area». Impegno analogo (ma senza precisare i tempi) è quello assunto da Passera. E da ieri sembra che le segreterie dei due ministri stiano confrontando le agende per trovare, al più presto, uno spazio libero che coincida. Di sicuro, la protesta di Anselmi è rimbalzata in tutta Italia e anche in Europa. In Parlamento, ce l’ha portata l’onorevole toscana Silvia Velo (Pd)che ha presentato una mozione per chiedere la convocazione di un tavolo nazionale sulla siderurgia e un accordo di programma per il rilancio del polo di Piombino. Il documento è stato sottoscritto da tutti i gruppi: Udc, Pdl, Lega e dall’onorevole Fabio Evangelisti per l’Idv che sollecita la bonifica e il rilancio industriale del polo siderurgico italiano a tutela di oltre 5mila posti di lavoro. La metà dei quali concentrati in Toscana. Alessio Gramolati, segretario regionale della Cgil, infatti, ricorda che la siderurgia di Piombino rappresenta il 2% del Pil toscano e il 10% del manifatturiero toscano. Non a caso per stamani alle 9 a Venturina è in programma uno sciopero dei metalmeccanici Dalmine, Magona Lucchini e dell’indotto siderurgico. Oltre a questa protesta, però, per il presidente della Regione, Enrico Rossi, serve anche un tavolo di lavoro «con forze istituzionali e sindacati» per avanzare proposte al governo per il rilancio della Lucchini e della siderurgia visto che finora l’esecutivo non avrebbe messo «in campo una squadra sufficiente a dare risposte di cui la Toscana ha bisogno». E senza proposte concrete - aggiunge Rossi - la vicenda «rimarrà in sospeso chissà per quanto tempo di fronte alla debolezza delle politiche industriali del governo». Evidenti anche nell’interrogazione che l’europarlamentare della Lega, Claudio Morganti, ha presentato alla Commissione Europea affinché intervenga per «tutelare uno dei principali luoghi di produzione e trasformazione dell’acciaio in Italia e in Europa». Di questa importanza hanno coscienza il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti, il segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani e il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che hanno inviato messaggi di solidarietà e hanno chiamato Anselmi per sostenerlo nella protesta a 30 metri d’altezza. Da dove la crisi dell’acciaio si vede meglio che da terra.


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