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Il Tirreno Elba - La Banca dell'Elba prima in Italia fra istituti di credito

 

di Stefano Taglione PORTOFERRAIO La Banca dell’Elba è il miglior istituto di credito italiano nella categoria “banche minori”. Il prestigioso riconoscimento, «motivo di vanto per tutta l’isola», come sostiene il presidente Luca Bartolini, è arrivato dalla rivista economica BancaFinanza, fra le testate più importanti che operano nel settore creditizio. L’istituto di credito cooperativo elbano, nato tredici anni fa, è il primo di 319 aziende, in netto miglioramento rispetto alla classifica di un anno fa che lo vedeva attorno alla 60ma posizione. Il mensile finanziario, per stilare la classifica relativa all’anno 2011, ha tenuto conto di tre voci: la solidità (che valuta il patrimonio netto, le sofferenze e i crediti dei clienti), la produttività (che esamina conto il numero dei dipendenti, i costi operativi e il risultato lordo della gestione finanziaria e assicurativa) e, infine, la redditività, che analizza l’attivo fruttifero, il margine di intermediazione e quindi il risultato netto. Tutti parametri tecnici in cui la Banca dell’Elba ha raggiunto complessivamente un livello di eccellenza per la categoria, tanto da meritarsi la medaglia d’oro. L’istituto di credito isolano è primo in assoluto per redditività, il quinto per produttività e il trentaseiesimo per solidità. Al secondo posto fra le piccole casse di risparmio si è classificata la Banca Stabiese, con alle spalle gli istituti di credito cooperativo di Palestrina, del Circeo e di Monopoli. La seconda banca toscana si trova al 92mo posto ed è di Montepulciano, in provincia di Siena. «Siamo contentissimi di questo successo senza precedenti e per quanto mi riguardo anche inaspettato – dice il presidente della Banca dell’Elba, Luca Bartolini – perché in tredici anni siamo riusciti a triplicare il nostro patrimonio, ora di 7 milioni di euro, investendo totalmente sul territorio, con il quale manteniamo un legale speciale e forte. L’Elba – afferma orgoglioso Bartolini – è la nostra forza e i nostri 1.600 soci sono tutti del posto. A differenza dei grandi istituti di credito, come ad esempio Unicredit e Banca Intesa, noi non lavoriamo con le grandi multinazionali, ma puntiamo prevalentemente sui piccoli prestiti e sull’economia dell’Isola d’Elba. Inoltre – conclude Bartolini – ai nostri soci non distribuiamo alcun dividendo: tutti i soldi rimangono nelle nostre casse a sostegno delle realtà locali». Insomma una banca che marcia a vele spiegate, di certo un motivo di soddisfazione non solo per il consiglio di amministrazione e per i dipendenti ma per l’intera isola.


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