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La Nazione Livorno - La «Porto 2000» protesta per la mancanza di decisioni sulle banchine

 

Il sindaco s’indispone per gli striscioni
Brucia l’accusa di «immobilismo»
di MONICA DOLCIOTTI


— LIVORNO —
UNA FOLTA delegazione di lavoratori della Porto 2000 (se ne contano 103) insieme ad una delegazione di tassisti (ce ne sono almeno 60) — che trasportano i passeggeri delle navi da crociera — si sono radunati ieri mattina sotto il Comune. Una massiccia protestata per «l’immobilismo — hanno denunciato — di chi deve cedere la sorte degli approdi per le navi da crociera che sono diventate una ricchezza irrinunciabile per lo scalo e la città. Solo negli ultimi 5 anni il traffico crociere è aumentato del 50%. E nonostante questo, mancano spazi dedicati a questo settore che produce lavoro e occupazione». Occasioni di lavoro appunto per il personale della Porto 2000 e per la categoria dei tassisti che fanno il servizio trasporto verso le città d’arte e non solo per i passeggeri che sbarcano.
«IMMOBILISMO e speculazione. Questa la nostra amministrazione» e «dopo i container a La Spezia anche le crociere». Queste le frasi scritte dai lavoratori sugli striscioni esposti sotto il Comune. «Le nostre frasi hanno irritato il sindaco che ci ha chiesto di rimuovere gli striscioni — ci hanno riferito i lavoratori — ma noi non lo abbiamo fatto». Anzi si sono anche messi ad attraversare le strisce pedonali rallentando la circolazione dei mezzi davanti a Palazzo Civico, dove una loro delegazione è poi stata ricevuta dal sindaco, dal presidente della Provincia Kutufà, dal segretario generale della Autorità Portuale Massimo Provinciali. Al tavolo c’erano anche il segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil. L’esito dell’incontro lo riassume così Enrico Barbini delegato della Filcams Cgil: «L’Autorità Portuale si è impegnata, d’accordo con le altre istituzioni, a trovare nel breve periodo una soluzione per dare certezza sugli accosti per le vani da crociera che ora contano sull’Alto Fondale e la Sponda Est quando sono liberi dal traffico commerciale». Per cui l’Authority «si adopererà per gestire le priorità degli accosti in accordo con i concessionari delle banchine».
MENTRE IN COMUNE si cercava la quadra del cerchio, fuori i lavoratori protestavano. Andrea Sturla della Porto 2000: «Non vengono prese decisioni sulle banchine da riservare alle navi da crociera. Questo avviene mentre certe banchine, che sono beni pubblici, sono diventate dominio privato come il Molo Italia o attracco 42 inaugurato tra il 2007 e il 2008 per il traffico passeggeri e oggi ridotto a deposito di alluminio, o la calata 15». E Gabriele Borghini tassista: «La crisi ci mette in ginocchio per cui la nostra unica risorsa ora sono i croceristi. Se ci levano anche questa siamo alla fame».


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