Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

La Nazione Livorno - domenica - Strazzullo striglia le istituzioni locali

 

«Benetti aspetta ancora le decisioni»
Il grido del segretario della Cgil strappa l’applauso al Salone di Genova
di ANTONIO FULVI


— LIVORNO —
IL 52° SALONE della nautica di Genova si è aperto, in modo del tutto irrituale, con il grido di dolore dei lavoratori del comparto: decine di operai, tecnici e cassintegrati che hanno accolto il viceministro Ciaccia con cartelli e striscioni contro la politica del governo, che ha fatto perdere — come hanno riferito nel dibattito successivo — almeno 20 mila posti di lavoro. E a pungolare il viceministro sulla necessità di una politica non repressiva ma fiscalmente più equa sulla nautica, è intervenuto a fronte di centinaia di autorità e rappresentanti delle istituzioni centrali e locali il segretario livornese della Cgil Maurizio Strazzullo. Che ha ricordato come nell’economia della nostra provincia, «l’unica grande azienda che non ha cassintegrati è il cantiere nautico Benetti», che da lavoro a 600 persone e che sta fronteggiando la crisi provocata anche dalle «dissennate tasse di proprietà sulle imbarcazioni» vendendo quasi esclusivamente all’estero. Ma che sta ancora aspettando decisioni fondamentali da parte delle istituzioni locali per ulteriori investimenti (il «marina» del Mediceo e la destinazione del complesso dei bacini di carenaggio) o per delocalizzare. Strazzullo, che è stato a lungo applaudito dal gruppo di operai in prima fila con uno striscione (dalla significativa scritta: “Il lavoro in prima fila”) ha ricordato che l’economia del mare è stata sottovalutata dagli ultimi governi senza eccezioni: tanto che la filiera nautica, e quella direttamente connessa dell’indotto, è stata letteralmente massacrata specialmente per il blocco pressoché totale del mercato interno.
LE CONSEGUENZE sull’economia livornese hanno avuto ricadute drammatiche nei piccoli cantieri ma anche sulla gestione dei porti turistici, dove si continuano a perdere posti di lavoro. Una emorragia dioccupazione che investe i piccoli cantieri ma, più in generale, la realtà portuale. Ecco un attacco duro, rabbioso, e su alcuni punto disperato, che arriva dalla segreteria della Filt-Cgil sulla crisi del porto. Il comparto del sindacato che si occupa dei problemi delle banchine fa il punto sulla continua perdita di traffici, sulla mancata soluzione dello scontro tra merci e crociere per le banchine dedicate, sui ritardi dei dragaggi, sulla discussione “senza fine” per il nuovo piano regolatore; e accusa “l’immobilismo di questi ultimi due anni che ha creato un enorme divario competitivo con le altre realtà portuali vicine”.
IL PEGGIO, secondo la Filt-Cgil, è «la mancanza di una visione strategica, con un porto che non riesce ad integrarsi né inseritisi in un ambito territoriale più vasto, con gi altri porti della Toscana e della Liguria per mettersi in rete con gli interporti del Nord. E sul piano regolatore di cui il sindacato «condivide l’impianto» il vero problema — dice il documento — è la distanza tra le idee e le azioni. Ad oggi niente o quasi si muove aumenta la cassa integrazione con pesanti decurtazioni di salario, e rischia di essere compromessa anche la precaria “pace sociale” nel porto, sulla quale ci sono già a più livelli segnali allarmanti.
A.F.


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP