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La Nazione Livorno - Caso Lonzi il progetto è pensato per l'area del Biscottino

 

E’ rischioso, servono altri dati
Si tratta di un’attività di deposito e trattamento rifiuti
di MONICA DOLCIOTTI


— LIVORNO —
ALTO RISCHIO idraulico, rilevante impatto sulla viabilità locale, elevato consumo di risorsa idrica e di elettricità per l’espletamento delle attività al di deposito e trattamento rifiuti speciali liquidi. Queste sono le criticità emerse nella conferenza dei servizi sul progetto presentato dalla Lonzi Metalli per un nuovo impianto di deposito trattamento rifiuti speciali liquidi in via dell’Arnaccio in località Biscottino. Progetto che richiede la valutazione di impatto ambientale e il rilascio della autorizzazione integrata ambientale. Il procedimento è stato interrotto perché sono state chieste integrazioni. La conferenza dei servizi è presieduta dal geologo (che è anche responsabile del procedimento) Enrico Bartoletti. Il progetto prevede il recupero dell’ex impianto Ecoetrusca di circa 800 mq tramite la realizzazione di un impianto di depurazione di tipo chimico-fisico e biologico in grado di trattare fino a 310 tonnellate al giorno di rifiuti speciali liquidi. Il 13 marzo 2012 il progetto è stato illustrato al centro civico di Stagno. L’assessore all’ambiente Nicola Nista ieri in terza commissione ha assicurato: «Quando avremo finito incontreremo di nuovo i cittadini». Enrico Celanti, capogruppo Idv, ha messo in guardia dal rischio che «questo progetto reiteri “l’effetto discarica del Limoncino”». E ha chiesto: «Quale impatto avrà la Lonzi sulla zona? I camion che arriveranno all’impianto? E le acque reflue?». E «perché collocare al Biscottino la Lonzi, in un’area già degradata sul piano ambientale?».
L’INGEGNERE Andrea Rafanelli, dirigente dell’Unità di servizio di tutela dell’ambiente della Provincia, ha risposto: «Nella pianificazione del territorio l’area Biscottino è già dedicata ad attività produttive». Massimo Malanima del Pdl ha allora chiesto: «Il Biscottino è l’unico sito possibile». Ancora Rafanelli: «E’ stato proposto dalla Lonzi perché adatto alle sue esigenze». Il Comune di Collesalvetti nel suo parere preliminare ha evidenziato che la criticità principale riguarda «la collocazione dell’impianto in un sito ad elevata pericolosità idraulica». Inoltre l’impianto «avrebbe un significativo impatto sulla viabilità locale di cui si raccomanda la razionalizzazione» ed «elevati consumi energetici che imporranno l’uso di fonti rinnovabili».
NEL VERBALE della conferenza dei servizi si legge «è stato scelto di trasferire le acque reflue depurate dell’impianto nell’emissario del canale Bientina sottraendole all’attuale punto di scarico in fosse campestri collegate al bacino dell’idrovora del Biscottino». Roberta Naldini (Pdl) ha osservato: «Visti i problemi di natura idraulica, non c’è il rischio di far saltare gli equilibri?». Rafanelli ha garantito «la salvaguardia idraulica» con «l’innalzamento della quota di sommità dei muretti perimetrali del bacino di allestimento dei serbatoi di stoccaggio ad un metro rispetto al piano di campagna».


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