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Il Tirreno Piombino - Siderurgia, i lavoratori in corteo a Venturina
Riprende con forza la mobilitazione per salvare le fabbriche piombinesi La Cna lancia un nuovo grido d’allarme sulla tenuta delle imprese dell’indotto
di Valeria Parrini PIOMBINO P come partecipazione. Come preoccupazione. E come protesta. Da estendere e rafforzare. La tornata di assemblee indetta ieri da Fim, Fiom e Uilm in Lucchini, è stata scandita da questi elementi, saldati dalla volontà di alzare il tiro della mobilitazione. Il fatto che la gravità della situazione del polo siderurgico piombinese si sia guadagnata i titoli anche dei quotidiani nazionali, sommato al clima che si fa di giorno in giorno più incerto, stanno accrescendo i timori di un punto di non ritorno. Dalle assemblee è emersa la possibilità, ancora da sondare con i vertici nazionali dei sindacati, di una manifestazione a Roma, il 17 ottobre, quando è prevista la presenza dei lavoratori Ilva di Taranto. Secondo altre voci rimbalzate all’esterno, si ipotizza, invece, che si decida per una manifestazione autonoma, sempre nella capitale, da fare in altra data. Proprio per evitare che la maggiore notorietà del caso dello stabilimento pugliese, finisca con l’offuscare le ragioni dell’arrivo dei lavoratori di Piombino. Le richieste continuano a ruotare intorno ad un intervento governativo su infrastrutture, bonifiche, energia. E, contemporaneamente, sull’allargamento dei contratti di solidarietà. Proprio ieri, lo strumento è stato al centro delle assemblee in Lucchini servizi, dove, dal 17, scatterà per circa 150 dei 285 dipendenti. Allo stato dell’arte, resta in piedi lo sciopero di mercoledì prossimo, dalle 9 alle 12, in Lucchini,Magona Dalmine e indotto. In auto o con i pullman messi a disposizione dai sindacati, i lavoratori si troveranno a Venturina e lì, nel corso di un’assemblea, stabiliranno eventuali altre iniziative. Sulle prospettive industriali del comprensorio torna a lanciare l’allarme la Cna. «Le imprese dell'indotto - afferma il presidente Riccardo Gucci- fino ad oggi hanno continuato a credere in una prospettiva, impegnando tutte le loro risorse, anche personali ed hanno cercato di mantenere inalterati i livelli occupazionali, ricorrendo agli ammortizzatori sociali, che purtroppo per alcune di loro stanno per terminare. La richiesta di ricomprendere Piombino nelle aree di crisi industriale complessa, e le recenti proposte avanzate dai sindacati dei lavoratori, di un tavolo nazionale sulla siderurgia, possono rappresentare il giusto avvio di un percorso alla ricerca di una soluzione, che contempli il mantenimento della presenza industriale nel nostro territorio». «Ormai -continua Gucci - si tratta di tempi strettissimi, e ci auguriamo che il governo intervenga al più presto, onde evitare la catastrofe».
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