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Il Tirreno Livorno - A Livorno un milione e mezzo d'abitanti
Se passerà la proposta del sindaco di Pisa da palazzo Granducale si coordineranno 111 Comuni. Kutufà: scelta incoerente
la curiosità
Ecco i criteri per la scelta del nome
Che nome avrà la nuova provincia di Livorno, Pisa, Massa e Lucca o quella di Livorno e Pisa? Doveva decidere il Cal ma non l’ha fatto. L’idea è comunque di seguire la scelta dell’Emilia. Lì è stato dato un doppio nome alle province accoppiate, dando priorità alla città che ha perso il capoluogo. Dunque provincia di Piacenza e Parma (quest’ultima capoluogo), Reggio e Modena (quest’ultima capoluogo), e della Romagna (Ravenna, Forlì, Rimini). La nuova provincia livornese si chiamerà di PIsa e Livorno ma in caso di maxi provincia andrà trovato un nome nuovo.
di Giulio Corsi LIVORNO Una provincia formata da 111 (centoundici) Comuni, con un milione e 360mila abitanti. Il paradosso di una delle due proposte uscite dal Consiglio delle autonomie locali - quella portata avanti dal sindaco di Pisa, Filippeschi e quella che il Pd probabilmente voterà in consiglio regionale e che dunque alla fine passerà - è che Livorno potrebbe diventare la provincia più grande della Toscana. Più grande addirittura della città metropolitana di Firenze. Un animale mastodontico, con i piedi a Marciana e le spalle a Pontremoli, ma con il display dei comandi a palazzo Granducale. Il paradosso è evidente per due motivi: uno, perché a portare avanti la proposta è il sindaco di Pisa, che ancora nell’incontro del Cal di lunedì scorso aveva tentato (senza riuscirci) di rimettere in discussione la scelta del capoluogo. Due, perché - come sottolinea il presidente della Provincia di Livorno, Giorgio Kutufà - «da una parte si chiede una deroga per Prato e Pistoia e una per Arezzo che non avrebbero i numeri previsti dalla legge e dall’altra si propone di fare una sola provincia di Livorno, Pisa, Lucca e Massa, quando in realtà ci sarebbero i numeri, senza deroghe, per farne due». Kutufà, che ormai ha una visione palesemente diversa da quella del collega di partito Filippeschi, conferma il suo no alla proposta dei sindaci, che come noto diverge da quella portata avanti dai presidenti delle province proprio sulla questione Lucca e Massa. Per i sindaci Lucca e Massa devono unirsi a Pisa e Livorno creando una delle famigerate aree vaste pensate dal governatore Rossi, l’unica possibile in realtà dopo il fallimento di quella Firenze-Prato-Pistoia e Arezzo-Siena-Grosseto. Per i presidenti delle province però l’idea no va bene: «La nostra proposta è già molto ligia alle direttive del governo e prevede comunque la soppressione di quattro province - spiega Kutufà -. In tutta Italia solo il Cal dell’Emilia Romagna ha fatto altrettanto, proponendo l’accorpamento di Piacenza e Parma, quello di Modena e Reggio, e la trasformazione in una sola provincia di Ravenna, Rimini e Forlì. Pensate in Veneto è stato proposto di mantenere tutte le attuali province chiedendo deroghe per tutte, nel Lazio non si è proposto niente e ci si è appellati al ricorso alla Corte Costituzionale. In Toscana siamo già al top delle abolizioni, non capisco il motivo per cui dovremmo unire anche Massa e Lucca a Livorno e Pisa. Tra l’altro vorrei sottolineare che storicamente delle 58 province italiane riconosciute con l’unità d’Italia in Toscana ce n’erano otto, è palese il radicamento di queste idee territoriali nel nostro tessuto, a differenza di quanto accaduto in altre regioni». In realtà la proposta di Filippeschi, che fa eco a quella del governatore Rossi, potrebbe nascondere un tentativo di riportare Pisa al centro dell’attenzione, quantomeno per la sua centralità geografica rispetto a Livorno di una superprovincia che comprenda anche Massa e Lucca. Ma come si può leggere a fianco, la lettura ufficiale del Pd non è questa. Marco Ruggeri, consigliere regionale, che voterà la proposta della superprovincia, giustifica la sua posizione con «la convinzione della necessità di un’area vasta costiera». Se la proposta passerà in consiglio e poi sarà approvata dal governo (quest’ultimo passaggio non è scontato visto che servirebbe l’ok alla deroga per Arezzo e per Prato e Pistoia), non solo Livorno diventerebbe la provincia più grande della Toscana, con una superquestura che comanderebbe commissariati dislocati su un territorio enorme, con una superprefettura e un supercomando dei carabinieri, la Toscana sarebbe la regione che alla fine dei conti avrebbe attuato la spending review nella maniera più forte: cinque province tagliate su dieci. Più dell’Emilia o della Lombardia che su 12 ha proposto di accorpare solo Lodi e Cremona e Varese, Come e Lecco.
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