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La Nazione Livorno - «La centralina per l'aria? Basta il naso...»

 

di IGOR VANNI
Stagno: i cittadini invitano «a cena» gli amministratori per valutare il livello di inquinamento


— STAGNO —
NEL BENE o nel male, l’arrivo della centralina mobile a Stagno per il monitoraggio dell’aria ha suscitato molte reazioni. E gli abitanti non hanno mancato di far notare al sindaco Bacci quanto fosse tardiva e, forse, inutile questa soluzione. «Secondo me — attacca Francesca — non c’è bisogno di installare il rilevatore di controllo della qualità dell’aria, ma basta che tu venga una sera a cena a casa mia! L’odore persistente di idrocarburi è rilevabile facilmente dall’olfatto umano senza richiedere l’uso di dispositivi elettronici. Spesso la sera dobbiamo chiudere le finestre perché l’odore forte di benzene entra anche in camera da letto, senza parlare poi delle macchie di inquinamento sulle carrozzerie delle automobili! L’aria di Stagno è nociva. Ti faccio anche presente che mio marito ha scritto più volte sul sito dell’Arpat alla casella di posta specificata per le emergenze ambientali senza mai ricevere risposta».
L’ASSESSORE all’ambiente Riccardo Demi prova a rispondere, spiegando che «La campagna di controllo, servirà proprio a capire lo stato reale e particolare dell’aria. Infatti non ci possiamo affidare solo alle nostre percezioni: per esempio, l’ultima indagine Arpat sulle macchie delle auto ha accertato che erano causate da parassiti del tiglio. Comunque ora, con una campagna di almeno 3 mesi (che sono un tempo sufficiente per avere un quadro generale) sapremo lo stato reale della qualità dell’aria, anche per valutare le ricadute che stanno avendo gli interventi operativi sulla qualità dell’aria che la nostra amministrazione (insieme alle altre) sta portando avanti, come ad esempio la rotatoria di ingresso a Fi-Pi-Li ed autostrada e le Aia firmate per Eni ed Enipower che sono in fase operativa. Naturalmente ogni specifica segnalazione viene gestita da Arpat, per cui se c’è bisogno si può veicolare anche tramite il Comune».
MA LE FAMOSE macchie analizzate da Arpat non hanno soddisfatto appieno i cittadini. «Per quanto riguarda le macchie sulle automobili — incalza ancora Francesca —, quelle analizzate dall’Arpat si riferivano a dei puntini neri che saranno anche causate dal parassita dei tigli; ma le carozzerie delle automobili di Stagno sono rovinate da macchie di colore giallo per quanto riguarda le auto di colore chiaro e di macchie di colore blu per quanto riguardo le auto di colore scuro che con ogni probabilità non hanno niente a che fare con il parassita dei tigli, bensì con l’inquinamento atmosferico. Siamo a disposizione per qualsiasi tipo di nuova verifica». A darle man forte c’è anche Sergio. «A prescindere dai parassiti dei tigli — spiega —, le macchie rilevate sulle macchine sono spesso da ascrivere a particolato solido che si accumula a valle degli eventuali sistemi di filtraggio al camino e derivante dalla mancata combustione di particelle di carbonio e idrogeno, che in gergo sono chiamati smuts. Queste polveri con ph bassissimo tendono a ricadere a terra e combinandosi con l’umidità presente nell’atmosfera attaccano le vernici delle carrozzerie provocando esattamente quello che segnala federica».
ARPAT, intanto, entra nel merito delle analisi che saranno condotte nei prossimi tre mesi dalla centralina mobile. «In alcuni articoli apparsi sulla stampa locale — spiega Arpat — in merito alla campagna di monitoraggio della qualità dell’aria con auto laboratorio mobile a Stagno, si indica erroneamente che i dati rilevati saranno disponibili quotidianamente sul sito dell’Agenzia. Infatti, sul sito di Arpat viene pubblicato il bollettino giornaliero della qualità dell’aria relativo alle stazioni di rete fissa regionale e provinciale. (link alla pagina del bollettino quotidiano http://www.arpat.toscana.it/aria/bollettino). I dati raccolti dagli analizzatori posti sui mezzi mobili non sono invece pubblicati quotidianamente anche se sono soggetti allo stesso processo di verifica dei dati delle reti fisse. Le campagne condotte con gli autolaboratori sono legate a situazioni particolari e in molti casi non rispondono ai criteri utilizzati per la valutazione giornaliera della qualità dell’aria. Inoltre queste campagne frequentemente fanno parte delle misurazioni indicative regolamentate dal D.Lgs.155/2010. L’utilizzo dei dati prodotti nelle campagne ai fini della valutazione della qualità dell’aria e quindi il confronto con i valori limite è possibile solo se le campagne soddisfano i requisiti del decreto, la cui verifica è possibile solo a conclusione della campagna. Arpat, a conclusione di ciascuna campagna condotta con gli autolaboratori, invia agli enti competenti e rende pubblici sul sito web i dati e le relative valutazioni tramite specifici rapporti sulla qualità dell’aria, che rendono conto della rappresentatività e del significato della campagna».


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