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Il Tirreno Livorno - domenica - Interporto aperto alle industrie e vietato all'inceneritore

 

Collesalvetti, ok alla variante
 
LIVORNO Via libera alle industrie all’Interporto e strada sbarrata all’inceneritore. Il consiglio comunale di Collesalvetti ha approvato la variante al piano strutturale che ha aperto all’insediamento delle industrie al Vespucci fino al 40 per cento della superficie disponibile. «La variante – ha scritto il sindaco Lorenzo Bacci sulla sua pagina Facebook – apre l'Interporto alle funzioni produttive che, andando ad affiancarsi a quelle logistiche, fanno di questo strumento un'opportunità unica nel sistema economico locale (e non solo): in questo modo ci allineiamo al futuro, invece di fermarci di fronte allo status quo di un territorio che fino a oggi ha più badato ad evitare il progresso che non a interpretarlo fattivamente: grazie alle forze politiche di questa maggioranza (Pd, FdS, Idv) e agli uffici comunali». La variante, spiega l’assessore Riccardo Demi, non apre solo alle industrie, ma vieta espressamente attività di petrolchimica, termovalorizzazione, compostaggio e recupero (salvo trattamento di materiali non pericolosi come legno e plastica ). «Abbiamo grossi dubbi – dice – sugli inceneritori, ci sono sistemi alternativi». Un assist per il capogruppo di Idv, Gabriele Antinori, che scrive: «Mentre il Pd di Livorno vuole realizzare un inceneritore 6,8 volte più grande di quello del Picchianti alle porte di Stagno, il centrosinistra a Colle ha vietato la termovalorizzazione all’Interporto: tutto dopo avere approvato un documento che impone la partecipazione nei percorsi per la realizzazione di eventuali impianti inquinanti, anche qui prendendo le distanze dal Pd livornese, che vuole imporre un mostro velenoso come il mega-inceneritore». Non ci stanno l’assessore all’ambiente Mauro Grassi e il sindaco Alessandro Cosimi, che ieri, nel corso della riunione dell’Ato rifiuti a Palazzo Civico, hanno ottenuto di inviare alla Regione e alla Provincia una lettera per chiedere «che tirino fuori subito il piano regionale e interprovinciale dei rifiuti che sono pronti e che sono in ritardo». «È in quei piani – spiega Grassi – che viene previsto dove realizzare il nuovo inceneritore dell’Ato Costa, che per me non è una bomba ecologica ma un impianto industriale». «Presentino i piani – chiude – è necessario per la programmazione urbanistica e per chiarire certe posizioni politiche: siamo stufi di forze come Idv che in Regione dicono sì e sul territorio fanno la guerra». (j.g.)


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